Un progetto di Alfredo Accatino

Attenzione! Queste pagine non contengono opere di Modigliani, Picasso o di uno degli altri 50 straordinari autori, sempre e solo loro, che danno il titolo a mostre-evento. L’arte è qualcosa di più complesso della semplice divulgazione di massa che, nel tempo, ha finito per trasformare gli artisti in prodotti, che devono essere facili da comprendere e da consumare.
Non esisterebbero le avanguardie storiche senza maestri sconosciuti alla massa (ma certo non a musei e collezionisti). E non si sarebbe formata una cultura del ‘900 senza l’apporto di fotografi, designer, scenografi, illustratori, progettisti, costumisti, visualizer, che in queste pagine vogliamo riproporre. Perché, se non avessero operato maestri come Malevic, Exter, Scheiber, Itten, De La Fresnaye, Jawlesky, Rietveld, Schad, Dexel, Brauner, o personaggi trasversali e imprevedibili come Galantara, Codognato, Seltenhammer, Vertes, Copi, Topor (chissà quanti di voi li conoscono?), o autori italiani come Chiattone, Wildt, Cagnaccio di San Pietro, Thayaht, Donghi, Melli, Crippa, Gnoli, Pascali, non sarebbe proprio esistita l’arte contemporanea. E forse, non saremmo esistiti neanche noi.

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domenica 15 agosto 2010

RONALD MAC LAREN, ILLUSTRATORE... EDWIN R.HAWKE, PUBBLICITARIO.

Il pittore astratto Mark Rothko nel 1947 scriveva:
"L'arte pubblicitaria (commercial art n.d.r.) mi sembra più credibile di tanta brutta arte. Anche di quella figurativa di oggi, che ripete clichet oramai superati. 
E' in fondo un'arte popolare. Che parla a tutti, e che si diverte a sperimentare stili e tecniche. Credo che nel futuro avremo solo arte astratta, e solo arte multipla popolare, come già facevano i giapponesi nel XIX sec...


Il bozzetto a china che vedete qui sopra è il ritratto del celebre cantante e fantasista Sam Mayo (l’uomo immobile). Bozzetto che nel 1912 servì per realizzare i manifesti della tournè americana della celebre attrazione. 

Il suo autore è Ronald Mac Laren (ma firmava anche come Norman Mc Laren), un giovane e talentuoso illustratore americano, scomparso poco più che trentenne sul fronte tedesco nella Grande Guerra, seguendo il destino di tanti grandi artisti. 
Uno dei tanti, pressoché sconosciuti, inarrivabili autori per vaudeville e per le riviste dell’epoca, dotato - come ha dimostrato una mostra retrospettiva organizzata a New York alla fine degli anni '90 - di uno stile graffiante e visionario che già sapeva leggere e tradurre le influenze delle arti “alte” come l’espressionismo e la pop art. E le declinava in immagini commerciali, con la necessità di guadagnarsi il pane quotidiano e di soddifare la clientela.

Dove vogliamo andare a parare?
Semplicemente rendere omaggio ai tanti (a volte misconosciuti) illustratori e disegnatori satirici, eroici lavoratori della fantasia, ai quali dobbiamo molte delle icone di questo secolo. Ma anche a quei giovani artisti, e sono tanti, morti nel ‘900 in due conflitti mondiali. Spesso costretti. In qualche caso, inseguendo un sogno.

Stiamo parlando di Rex Woods, Nat White, Jim Edwards, David Klein o dell'indiavolato Edwin R.Hawke, anche lui americano.
Nato nel New Jersey nel 1910 e morto alla fine degli anni '50, investito da un ubriaco,
Edwin R.Hawke fu un grande visionario, autore di pubblicità molto note a cavallo degli anni '40 (Corn, Ford), ma che diede il meglio di sè nella serie di disegni (e quindi stampe d'arte) nota come "Talk Radio".
Opere quasi tutte andate distrutte nei trasferimenti delle case editrici, che consideravano gli originali, merce ormai scaduta.  Tanto da rendere difficile oggi riuscire a trovare sul mercato molte delle tavole originali sue, e di tutti i suoi compagni di avventura.
Talk radio, Edwin R.Hawke, 1946

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