Un progetto di Alfredo Accatino

Attenzione! Queste pagine non contengono opere di Modigliani, Picasso o di uno degli altri 50 straordinari autori, sempre e solo loro, che danno il titolo a mostre-evento. L’arte è qualcosa di più complesso della semplice divulgazione di massa che, nel tempo, ha finito per trasformare gli artisti in prodotti, che devono essere facili da comprendere e da consumare.
Non esisterebbero le avanguardie storiche senza maestri sconosciuti alla massa (ma certo non a musei e collezionisti). E non si sarebbe formata una cultura del ‘900 senza l’apporto di fotografi, designer, scenografi, illustratori, progettisti, costumisti, visualizer, che in queste pagine vogliamo riproporre. Perché, se non avessero operato maestri come Malevic, Exter, Scheiber, Itten, De La Fresnaye, Jawlesky, Rietveld, Schad, Dexel, Brauner, o personaggi trasversali e imprevedibili come Galantara, Codognato, Seltenhammer, Vertes, Copi, Topor (chissà quanti di voi li conoscono?), o autori italiani come Chiattone, Wildt, Cagnaccio di San Pietro, Thayaht, Donghi, Melli, Crippa, Gnoli, Pascali, non sarebbe proprio esistita l’arte contemporanea. E forse, non saremmo esistiti neanche noi.

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martedì 31 gennaio 2012

L'INCREDIBILE STORIA DI GERDA WEGENER E DEL SUO STRANO MARITO


No. Non la conoscevo. E mi è capitato per caso, surfando in rete, di scoprire una sua gouache ambigua e coinvolgente. Quella pittura intrigante, che ti si siede accanto, ti parla all’orecchio e ti comunica cose non banali.
Cliccando sul nome dell’autrice, mi sono poi apparse, una dopo l’altra, immagini sempre inedite per inquadrature, taglio, stile. Donne eteree ed eleganti, tra modernismo e liberty, dallo sguardo profondo, sempre un po’ in tralice, dagli occhi bistrati. Alternate a sequenze di pornografia esplicita, pur venata di quel filo di art nouveau, che sa rendere romantico anche un gang bang.

Ho fatto cosi la conoscenza di Gerda Wegener, danese di nascita, francese di famiglia, nata nel 1889, capace di esporre al Salone d'Autunno e al Salone degli Indipendenti, divenendo apprezzata collaboratrice di riviste come Vogue, La Vie Parisienne, Rire, La Baïonnette. Prima di morire triste, povera e sola nel 1940, dopo aver seguito in Marocco il secondo marito, l’italiano Fernando Porta, in una fallimentare e velleitaria spedizione culturale che sognava di aprire un atelier d'arte nella Medina di Marrakesh. Operazione improbabile, decisamente cool per i tempi.

Ma la storia, non è questa…


Scopro, infatti, scorrendo le biografie in francese, che il suo primo marito, Einar Wegener, artista di talento, avrebbe sacrificato la propria carriera per aiutare la giovane moglie a realizzare la propria, sino a percorrere lui stesso strade mai esplorate.
Non solo la consiglia, la accudisce, gestisce per lei le faccende di casa, ma inizia a vestirsi da donna, nel segreto della casa, trasformandosi poco a poco nella modella preferita dalla moglie. Che, a sua volta, gli insegna l’arte del trucco, e che va personalmente a comprargli le mise che intende rappresentare.

Il gioco delle parti, evidentemente, prende un po’ la mano.
Gerda, che nel frattempo è divenuta lesbica e musa artistica dell’amore saffico, non solo condivide la scelta del marito, ma lo sosterrà sino in fondo, quando lui arriverà a ipotizza una cosa sino ad allora impensabile: diventare donna, a tutti gli effetti.

Il tribunale danese, che riceve la domanda, a sorpresa, la accetta, dimostrando una modernità che oggi sorprende.
Ma questo non basta. Einar decide di sottoporsi, primo uomo nella storia, ad un’operazione di cambio del sesso.
Un "taglio con il passato", che avviene nel 1930, grazie alla prima operazione registrata di vaginoplastica, che susciterà l’interesse morboso dei giornali del tempo.
Cambia il proprio nome in quello di Lili Elbe, e di fatto, l’operazione porta alla fine della loro storia d'amore e allo scioglimento del matrimonio con Gerda, con un divorzio che verrà sancito per editto da Re Gustavo.
Neanche Lili avrà, però, una storia a lieto fine. La chirurgia è agli inizi e ancora in fase sperimentale, i trattamenti sono dolorosi e invasivi.
In poco più di un anno si sottopone a 5 operazioni, e nel 1931, muore per uno stato infettivo. Secondo la leggenda, causato dal rigetto avvenuto durante il trapianto di utero, da lui voluto per cercare di rimanere incinta.



Era quindi lui, ognuna di quelle donne dallo sguardo provocante e pensoso che tanto mi avevano intrigato?
Sicuramente sì, come dimostra il suo ultimo ritratto scosciato e la foto in b/n del classico "prima" e "dopo" pubblicata con grande scandalo sui giornali dell'epoca.
Ma era solo questo il segreto dell’arte erotica di Gerda, capace di fermare con un colpo di pennello un battito di ciglia?
Non lo so. Ma è alla luce di una storia che sembra uscita da un best seller che mi piace presentarvi Gerda W. E suo marito Einar, Lili, Elbe.
Perché l’amore trionfa sempre. Ma qualche volta fa un sacco di pasticci.

A proposito. Nel 2015 il film “The Danish Girl” di Tom Hooper, per raccontare questa storia, che forse per primo, alcuni anni fa, raccontai in Italia. Amen.

 

L'ultimo ritratto del marito Einar Wegener prima dell'operazione di cambio sesso.

 Einar Wegener, Gerda e un amico, pochi mesi prima della morta di Einar
 

 





12 commenti:

  1. Storia stupenda. Post utile e scritto benissimo. Complimenti! :)
    Se ti va, qualche suggerimento per il mi blog?
    http://artsandco-rosie.blogspot.com/
    I consigli sono sempre ben accettati! Grazie comunque :D

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  2. Una storia incredibile! Non riesco a pensare a un'operazione di cambiamento del sesso negli anni Trenta.

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  3. Articolo molto interessante, in questo periodo è in corso una mostra su questa pittrice all'ARKEN – Museum of Modern Art questo è il link: http://uk.arken.dk/exhibition/gerda_wegener/

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  4. Grazie. blog accurato e una bella storia.

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  5. Interessante davvero e film bellissimo da vedere

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  6. Interessante davvero e film bellissimo da vedere

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  7. Interessante davvero e film bellissimo da vedere

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  8. Interessante davvero e film bellissimo da vedere

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  9. corrado farina31 marzo 2016 11:16

    Giusto per curiosità: quando e dove ne parlasti "forse per primo, alcuni anni fa, in Italia" ?

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    1. feci un incontro su arte e devianza alla università di roma

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