UN PROGETTO DI ALFREDO ACCATINO

Un viaggio non scontato tra artisti, visionari e designer da tutto il mondo, molto lontano dai soliti 50 nomi. Non esisterebbero le avanguardie storiche senza maestri sconosciuti alla massa (ma certo non a musei e collezionisti). E non si sarebbe formata una cultura del ‘900 e del contemporaneo senza l’apporto di pittori, scultori, fotografi, designer, scenografi, illustratori, progettisti, costumisti, visualizer, che in queste pagine vogliamo riproporre. Immagini e storie – spesso straordinarie - che rischiavamo di perdere o dimenticare.


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giovedì 29 dicembre 2016

POST MULTIMEDIALE. GUARDATE L'IMMAGINE, ASCOLTATE LA MUSICA.


FU COSI' CHE L'ARTE INCONTRO' LA MUSICA PER CREARE UN'ARTE NUOVA.
Schinkel, scenografia per il Flauto magico di Mozart, 1815.
La regina della notte. ascoltate il brano...
Il flauto magico (K 620), Die Zauberflöte, è un Singspiel in due atti musicato.  La prima rappresentazione avvenne al Theater auf der Wieden di Vienna il 30 settembre 1791 con lo stesso Schikaneder (Papageno) e Josepha Hofer (Regina della notte) diretti dal compositore. La rappresentazione ebbe molto successo, ma Mozart morì nello stesso anno in cui venne allestita la prima volta.



Karl Friedrich Schinkel (Neuruppin, 1781 – Berlino, 1841) è stato un pittore ed architetto prussiano.
Grazie alla realizzazione di prestigiosi monumenti diede un nuovo assetto architettonico al centro di Berlino.  Da una parte, fu figura di primo piano per il neoclassicismo tedesco; dall'altra, fu tra i primi in Germania a mirare ad una rivalorizzazione delle forme gotiche in architettura (neogotico). 




venerdì 23 dicembre 2016

IL QUADRO CHE FECE MORIRE LA SUA MODELLA.


Ophelia di John Everett Millais (1851 - 1852). Venne realizzata vicino all’Hogsmill River nel Surrey, dopo aver finalmente ottenuto i servigi della giovane e bellissima modella Elizabeth Siddal, all’epoca contesa dai suoi “confratelli” Dante Gabriel Rossetti (che arrivà a sposare) e William Hunt.
Posando per l'Ofelia la Siddal fu costretta a rimanere a lungo immersa in una vasca da bagno, per rappresentare la morte del personaggio shakespeariano. Era decisa a resistere, nella posizione, con una temperatura già di partenza complicata.
La sua resistenza fu notevole, anche quando si ruppe una delle lampade che servivano a riscaldare l'acqua.
La modella ebbe poco dopo una febbre improvvisa, poi una bronchite che le minò la salute. Suo padre ritenne responsabile Millais e cercò di fargli sborsare un adeguato indennizzo. Lei, però, non si riprese mai, e la sua salute peggiorò. Inizio ad abusare di laudano, sino ad arrivare a una morte improvvisa, che molti lessero come suicidio.


Elizabeth Eleanor Siddal, conosciuta anche con il diminutivo Lizzy o Lizzie (Londra, 25 luglio 1829 – Londra, 11 febbraio 1862), è stata una modella, poetessa e pittrice inglese. 

Il disegno preparativo del quadro Ofelia

Ecco cosa successo al momento della sua morte. Nella tomba, insieme al corpo della Siddal, il marito fece porre anche l'unica copia dei manoscritti d'amore che lo stesso Rossetti aveva dedicato alla Siddal, scritti nel corso degli anni: il quaderno che li conteneva venne infilato fra i suoi capelli rossi.  Nel 1869 Rossetti, piegato da alcool e droga e convinto di diventare cieco, fu ossessionato dal desiderio di pubblicare le proprie poesie accompagnate da quelle della moglie. Insieme al proprio agente Charles Augustus Howell, ottenne il permesso di aprire la tomba della Siddal per recuperare il quaderno di poesie: il tutto venne svolto di notte, per evitare lo sdegno della gente. Howell (che viene ricordato come noto mentitore) raccontò che il corpo della Siddal aveva mantenuto intatta la propria bellezza, e che i capelli avevano continuato a crescerle a dismisura.  Rossetti pubblicò quindi le proprie poesie insieme a quelle della moglie. A causa di alcuni temi erotici, però, l'opera venne male accolta dalla critica.








IPERREALISMO
Yigal Ozeri (born 1958) is an Israeli artist based in New York City. He is known for large-scale cinematic portraits of young women in landscapes. His works are photo-realistic oil paintings


Desiree Doloron's Xteriors 

Paul Delaroche, La Jeune Martyre. 

Diane Carnevale

la morte di ofelia, olio su tela di Odilon Redon (1841-1916



The Lego Ophelia

 
 Manga
 

domenica 18 dicembre 2016

BURA. LA CIVILTA' SEPOLTA.

E' il 1975, mentre gli abitanti del luogo vangano una vasta area in parte disboscata per creare orti e campi coltivati, emergono strane anfore (canopi) e alcuni fusi e teste di terracotta, spesso messe a chiusura degli stessi canopi. Le prime terracotte vanno distrutte, poi si sparge la voce e arrivano i primi archeologi (solo nel 1983), anche se gli scavi clandestini, ma forse non è la parola giusta, continuano nel tempo, ancora che è sito Unesco.




Torna così alla luce la cultura BURA, scoperta effettuata letteralmente a colpi di zappa, tanto che non è raro riconoscere sulla superifice dei reperti i fendenti della lama.
Un popolo ancora misterioso, vissuto nel Sahel, nell'area del Niger tra il II° sec e il XIII sec° come risulta dalle analisi al C14 del quale si ignora il motivo della scompare.

Una zona che deve avere qualcosa di magico, grande come l'Italia, se ci spingiamo anche nel Mali, nella quale sono nate le più straordinarie culture dell'Africa, oggi devastato dalla guerra e dalle scorrerie di eserciti islamici locali dell'Alta Valle del Niger, rendendo impossibile qualsiasi forma di viaggio.

 


Anche io possiedo una testa bura con il segno della zappa. E non mi stupirebbe andare a finire proprio lì i miei giorni, alla ricerca di quel magnetismo che queste opere mi comunicano, e che non so spiegare.
 




Straordinaria anche la scoperta della antica città di Djado in Niger, Africa, databile intorno a 1000 anni fa. Ancora non è chiaro chi la costruì, perché cessò la sua cultura e cosa ancora potrebbe rivelare.



"A 2002 UNESCO published study suggested that iron smelting at Termit, in eastern Niger may have begun as early as 1500 BC. This finding, which would be of great importance to both the history of Niger and the history of the diffusion of Iron Age metalworking technology in all of sub-Saharan Africa, is as yet contentious. Older accepted studies place the spread of both copper and Iron technology to date from the early first Millennium CE: 1500 years later than the Termit Massif finds"


 Un'altra grande e misteriosa cultura: komaland. Statua Terracotta Komaland. Regione delle Valli del Sisili. Ghana settentrionale. Codice: 1 T Terracotta  Epoca: XII-XVI sec. H.  Regione delle Valli del Sisili. Ghana settentrionale.


 I Nok erano un popolo nomade di cacciatori e guerrieri che si stanziò nel X secolo a.C. nel bacino del Niger, nell'odierna Nigeria.

Herbert von Reyl-Hanisch, tutto in 15 anni


La sua storia professionale e artistica dura solo 15 anni.
Herbert von Reyl-Hanisch (1889 - 1937) figlio di un ufficiale dell’impero, nasce a Bregenz, in Austria, ma seguirà il padre nei suoi spostamenti vivendo in più nazioni, a Cracovia e a Praga. Quando scoppia però la guerra il padre nel 1914 è tra le prime vittime austriache. Appena 17enne, contro la volontà della madre, si arruola quindi come volontario per vendicare la figura paterna, nonostante sia poco più di uno scricciolo. Le sue condizioni di salute lo debilitano, e pur rimanendo sotto le armi, viene alla fine esentato dal combattimento. 


 autoritratto da ragazzo

ritratto della madre, 1930


Terminata la guerra, nel 1920 si diploma alla Accademia di Belle Arti di Vienna e inizia a operare come free lance per l’editoria e come pittore. Nel 1923 si sposa con Marianne Nohl e stringe amicizia con Franz Sedlacek (cercatelo nel blog, un genio), avvicinandosi alle atmosfere del Realismo Magico e della Nuova Oggettività. Paesaggi urbani, natura cristallizzati, silenzi, ma anche il fermento di una forte presenza politica. Un vero talento, senza se e senza ma. E dal rigore dei bellissimi ritratti degli anni '30, sperimenta via via  scenari sempre più fantastici e imprevedibili.
Espone in Italia e a Berlino in occasione della Mostra per le Olimpiadi del 1936. Morirà l'anno dopo, nel 1937, per emorragia cerebrale.




I PUPAZZI DEI VENTRILOQUI

I ventriloqui non parlano con la pancia o con il diaframma, fatevene una ragione. L'arte detta ventriloquìa nasce da un'illusione: l'artista sostituisce tutte quelle consonanti (dentali, bilabiali,) che non possono essere pronunciate senza movimento facciale con suoni simili che non richiedono movimenti della bocca. E noi, osservando il pupazzo, distogliamo l’attenzione dal viso.



Matthew Rolston è un fotografo famoso e di successo. E dopo aver ripreso  Beyonce, Johnny Depp e Angelina Jolie ha deciso di immortalare in primissimi piani i ritratti dei pupazzi in pensione o abbandonate dai loro creatori.
Sono i pupazzi dei ventriloqui che si trovano al Museo Vent Haven di Forth Mitchell in Kentucky, dove si trova la tremenda Puppet House. Ciò  che una volta era il centro dello spettacolo ora sembrano corpi sgraziati senza vita. Tutte le foto si trovano nel libro “Talking Heads: The Vent Haven Portraits”.






Il ventriloquo è sempre stato abbinato a una lettura psiconalitica della dissociazione. E numerosi furono i film, spesso di genere horror. Come MAGIC di diretto da Richard Attenborough nel 1978, prima del suo celebre “Gandhi”. D
L'impacciato Corky vorrebbe sfondare nel mondo dello spettacolo come ventriloquo e per questo si porta sempre dietro il suo pupazzo, “Forca”. Vessato e incompreso s'innamora della giovane Peggy, ma nonostante le attenzioni di lei, incontra sempre maggiori difficoltà a restare ancorato alla realtà. Progressivamente il suo rapporto simbiotico con “Forca” prenderà sopravvento, rendendolo schiavo dei desideri, della rabbia e della violenza che il pupazzo sembra sprigionare.  Il ventriloquo è Anthony Hopkins, e ho detto tutto.



Il pupazzo, è divenuto sinonimo anche di “Stato Fantoccio”, con il quale il capo di stato di un paese risponde in realtà agli interessi di una nazione esterna. E visto gli ultimi fatti di cronaca, chi vuol capire capisca.