Un progetto di Alfredo Accatino

Attenzione! Queste pagine non contengono opere di Modigliani, Picasso o di uno degli altri 50 straordinari autori, sempre e solo loro, che danno il titolo a mostre-evento. L’arte è qualcosa di più complesso della semplice divulgazione di massa che, nel tempo, ha finito per trasformare gli artisti in prodotti, che devono essere facili da comprendere e da consumare.
Non esisterebbero le avanguardie storiche senza maestri sconosciuti alla massa (ma certo non a musei e collezionisti). E non si sarebbe formata una cultura del ‘900 senza l’apporto di fotografi, designer, scenografi, illustratori, progettisti, costumisti, visualizer, che in queste pagine vogliamo riproporre. Perché, se non avessero operato maestri come Malevic, Exter, Scheiber, Itten, De La Fresnaye, Jawlesky, Rietveld, Schad, Dexel, Brauner, o personaggi trasversali e imprevedibili come Galantara, Codognato, Seltenhammer, Vertes, Copi, Topor (chissà quanti di voi li conoscono?), o autori italiani come Chiattone, Wildt, Cagnaccio di San Pietro, Thayaht, Donghi, Melli, Crippa, Gnoli, Pascali, non sarebbe proprio esistita l’arte contemporanea. E forse, non saremmo esistiti neanche noi.

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domenica 18 dicembre 2016

BURA. LA CIVILTA' SEPOLTA.

E' il 1975, mentre gli abitanti del luogo vangano una vasta area in parte disboscata per creare orti e campi coltivati, emergono strane anfore (canopi) e alcuni fusi e teste di terracotta, spesso messe a chiusura degli stessi canopi. Le prime terracotte vanno distrutte, poi si sparge la voce e arrivano i primi archeologi (solo nel 1983), anche se gli scavi clandestini, ma forse non è la parola giusta, continuano nel tempo, ancora che è sito Unesco.




Torna così alla luce la cultura BURA, scoperta effettuata letteralmente a colpi di zappa, tanto che non è raro riconoscere sulla superifice dei reperti i fendenti della lama.
Un popolo ancora misterioso, vissuto nel Sahel, nell'area del Niger tra il II° sec e il XIII sec° come risulta dalle analisi al C14 del quale si ignora il motivo della scompare.

Una zona che deve avere qualcosa di magico, grande come l'Italia, se ci spingiamo anche nel Mali, nella quale sono nate le più straordinarie culture dell'Africa, oggi devastato dalla guerra e dalle scorrerie di eserciti islamici locali dell'Alta Valle del Niger, rendendo impossibile qualsiasi forma di viaggio.

 


Anche io possiedo una testa bura con il segno della zappa. E non mi stupirebbe andare a finire proprio lì i miei giorni, alla ricerca di quel magnetismo che queste opere mi comunicano, e che non so spiegare.
 




Straordinaria anche la scoperta della antica città di Djado in Niger, Africa, databile intorno a 1000 anni fa. Ancora non è chiaro chi la costruì, perché cessò la sua cultura e cosa ancora potrebbe rivelare.



"A 2002 UNESCO published study suggested that iron smelting at Termit, in eastern Niger may have begun as early as 1500 BC. This finding, which would be of great importance to both the history of Niger and the history of the diffusion of Iron Age metalworking technology in all of sub-Saharan Africa, is as yet contentious. Older accepted studies place the spread of both copper and Iron technology to date from the early first Millennium CE: 1500 years later than the Termit Massif finds"


 Un'altra grande e misteriosa cultura: komaland. Statua Terracotta Komaland. Regione delle Valli del Sisili. Ghana settentrionale. Codice: 1 T Terracotta  Epoca: XII-XVI sec. H.  Regione delle Valli del Sisili. Ghana settentrionale.


 I Nok erano un popolo nomade di cacciatori e guerrieri che si stanziò nel X secolo a.C. nel bacino del Niger, nell'odierna Nigeria.

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