UN PROGETTO DI ALFREDO ACCATINO

Un viaggio non scontato tra artisti, visionari e designer da tutto il mondo, molto lontano dai soliti 50 nomi. Non esisterebbero le avanguardie storiche senza maestri sconosciuti alla massa (ma certo non a musei e collezionisti). E non si sarebbe formata una cultura del ‘900 e del contemporaneo senza l’apporto di pittori, scultori, fotografi, designer, scenografi, illustratori, progettisti, costumisti, visualizer, che in queste pagine vogliamo riproporre. Immagini e storie – spesso straordinarie - che rischiavamo di perdere o dimenticare.


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lunedì 21 novembre 2016

VELO E NON VELO. La scultura s(velata)



C’è una scultura del 1752 dal titolo “La pudicizia” che credo abbia aiutato molti scugnizzi di Napoli a fare le cose più impudiche e peccaminose che mani di ragazzino abbiano mai sperimentato. Si trova vicino a Spaccanapoli, nella famosa Cappella San Severo a Napoli, e si dice raffigurasse la nobildonna Carlotta Gaetani, moglie di Raimondo. Santa donna….
Un velo di marmo copre le pudenda, svelando in realtà l’incavo del ventre, la forma dei seni, attorcigliandosi come un serpente sui capezzoli, che si innalzano verso il cielo ad indicare il Creatore!
…ok, ora mi calmo.
Ma è questo l’effetto VELO E NON VELO che dall’antichità ellenistica del terzo secolo a.C. ha scatenato l’estro di scultori e pittori, anche se è dal seicento e settecento che iniziano a riempirsi chiese e cimiteri di vergini velate e quindi, svelate.

Belisario Righi che questo tema ha ampiamento studiato nelle schede allegate, ha scrito:
Il velo, essendo di per sé diafano, ha quale caratteristica preminente quella di coprire, o più precisamente di ammorbidire attraverso la sua trasparenza i contorni di ciò che avvolge.
Nelle arti figurative è elemento di modificazione dell’identità, la quinta teatrale, che separa la realtà vera da quella immaginaria, offrendo all’artista che lo adotta, la possibilità di ritrarre immagini nella loro più intrinseca essenza, prescindendo dalla loro reale fenomenicità.
Scultura, Pittura e Fotografia, le tre principali Arti figurative ne hanno spesso fatto uso nelle rappresentazioni, con diverse valenze. A volte per nascondere, altre volte per mascherare e spesso solamente per creare effetti di virtuosità compositiva, ma la Scultura è quella che offre le migliori e più audaci interpretazioni di questa tecnica, anche per le ristrettezze impostele dalla limitata duttilità dei materiali deputati alla realizzazione delle opere…”
Vediamo qualche maestro. Poi, mi direte.



Antonio Corradini (1668 - 1752), attivo in Italia e in Europa, dove lavorò per i più grandi Sovrani dell’epoca, per l’Imperatrice Maria Teresa d’Austria, per lo Zar Pietro II Il Grande e per molte famiglie gentilizie. Partecipò su commissione del nobile Raimondo di Sangro Principe di Sansevero 



Giuseppe Sanmartino (1720 - 17923) autore con Il Cristo velato di uno dei più grandi capolavori della scultura di ogni tempo. Un’opera affascinante che si trova a Napoli, ricca di mistero, perché si diceva che il corpo del Cristo, fosse in realtà un velo in tessuto, trasformato in roccia grazie ad uno speciale liquido inventato dal sinistro Principe di San Severo, illustre alchimista. 


Innocenzo Spinazzi (1726 - 1798). Nel 1772, all’età di 28 anni, morì di malattia al petto la Principessa russa Barbara Jakovlevna Tatisjtjeva. Il marito inconsolabile volle che si ergesse nel cimitero di San Lazzaro in Torino, dove riposava la salma, un monumento funebre a imperitura memoria dell’amata moglie. Fu incaricato il restauratore di statue classiche Innocenzo Spiazzi. Su questa statua, conosciuta come la Velata è nata una leggenda, secondo cui il fantasma della principessa si aggirerebbe alla ricerca del suo amato sposo; e in molti giurano di aver udito pianti di dolore provenire dalla statua e di aver visto una donna bellissima, dai capelli biondi e il volto d’angelo, aggirarsi inconsolabile tra le lapidi.    



Raffaele Monti (1818 - 1881)
Il sonno del Dolore e il sogno della Gioia, di Raffaele Monti fu esposto al Salone Internazionale di Londra nel 1862. La figura velata del sogno della Gioia sembra librarsi sopra la figura dormiente del Dolore. L’insieme, apparentemente lirico, vuole in realtà rappresentare il risveglio della situazione politica e dell’unità culturale italiane, dopo la proclamazione del regno d’Italia. A questa seguirono tantissime altre opere di grande talento visivo.


Giovanni Maria Benzoni (1809 - 1873) Rebecca è la moglie di Isacco, figlio di Abramo (Genesi). E' qui raffigurata nell'atto di vedere per la prima volta Isacco. Lo sguardo, dagli occhi abbassati e il velo che ne ricopre il volto, denotano la modestia e la timidezza della donna, mentre il braccio sinistro, seppur calato, lievemente discosto dal corpo è pur esso un timido gesto di accoglienza e di benvenuto.  La datazione dell'opera è incerta: 1863/1864.


Giovanni Strazza (1818 - 1875) La Vergine Velata, eseguita, in marmo di Carrara, a Roma fu trasferita in Canada nel 1856 e nel 1862 nel Convento delle Suore della Presentazione a S. Giovanni a Terranova. Non è interessato all’esteriorità dell’immagine, ma soprattutto a ciò che essa cela, a ciò che porta dentro, o meglio a quello che sta sotto la superficie fenomenica. In quest’ottica, l’artista tende a snobbare la narrazione d’immagine, per addentrarsi nella concettualità più segreta e più intima degli elementi ritratti, ricoprendoli di veli che esaltano la plasticità del lavoro e al tempo stesso assolvono al compito di nascondere tutto il nascondibile possibile, elevando così al massimo grado il senso di immanenza concettuale.           

Dopo di loro, il diluvio…



Le Souvenir detail, 1885, Musée d'Orsay Marius Jean Antonin Mercié i

Donna velata, scultura funebre, Vienna, 1890
erwin blumenfeld voile mouillé paris 1937
Ruth Bernhard - Wet Silk, 1938 From Ruth Bernhard: The Eternal Body

Aerografo, anni '80


Janine Antoni, 2000
Kevin Francis Gray, 2014

John Isaacs, La Pietà Velata, 2015
Livio Scarpella - Ghosts Underground 2016

Joakim Heltne  serie Human Sculptures

Grecia 2nd–1st century B.C.

Statuette of a veiled and masked dancer,
Hellenistic, 3rd–2nd century B.C. - Greek
Bondage Mask - 2007
Miss Maglietta Bagnata, poster pubblicitario, 2012




CATTELAN


Lo Spirato. Luciano Fabro







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