Un progetto di Alfredo Accatino

Attenzione! Queste pagine non contengono opere di Modigliani, Picasso o di uno degli altri 50 straordinari autori, sempre e solo loro, che danno il titolo a mostre-evento. L’arte è qualcosa di più complesso della semplice divulgazione di massa che, nel tempo, ha finito per trasformare gli artisti in prodotti, che devono essere facili da comprendere e da consumare.
Non esisterebbero le avanguardie storiche senza maestri sconosciuti alla massa (ma certo non a musei e collezionisti). E non si sarebbe formata una cultura del ‘900 senza l’apporto di fotografi, designer, scenografi, illustratori, progettisti, costumisti, visualizer, che in queste pagine vogliamo riproporre. Perché, se non avessero operato maestri come Malevic, Exter, Scheiber, Itten, De La Fresnaye, Jawlesky, Rietveld, Schad, Dexel, Brauner, o personaggi trasversali e imprevedibili come Galantara, Codognato, Seltenhammer, Vertes, Copi, Topor (chissà quanti di voi li conoscono?), o autori italiani come Chiattone, Wildt, Cagnaccio di San Pietro, Thayaht, Donghi, Melli, Crippa, Gnoli, Pascali, non sarebbe proprio esistita l’arte contemporanea. E forse, non saremmo esistiti neanche noi.

P.S. Segueteci anche ogni mese su ARTeDOSSIER

giovedì 29 maggio 2014

WALTER KAMPMANN. L'ARTISTA CHE MORI' NEI GIORNI DELLA VITTORIA.


Mi piace quando l’arte ti porta a scoprire sentieri inaspettati. Trovi un sasso e lo raccogli. Poi ne trovi un altro, e un altro ancora. Sino a quando, inoltrandoti nella foresta, scopri Pollicino seduto davanti a una capanna. Eppure questa non è una storia bella. Né una storia a lieto fine. E’ la storia di Walter Kampmann, nato il 4 Dicembre 1887 a Elberfeld, morto il 12 dicembre 1945 a Berlino, mentre il mondo festeggiava la fine della guerra. Walter era un pittore espressionista tedesco, incisore, scultore, grafico. 



Uno dei maestri di riferimento di un altro maestro, Friedensreich Hundertwasser, che su di lui ha scritto queste commoventi note:

“When I see street lamps in a misty rain and trees in the frost I think of Walter Kampmann. When I am being asked which painters have influenced me, I always name Walter Kampmann. But because he is not as well-known as for instance Klimt and Klee, his name is usually not mentioned when one discusses me. Convenient. This is the reason why I had huge arguments in telephone conversations and telegrams with U.C., the University Art Museum in Berkeley. 
I insisted that my 1968 exhibition catalogue be reprinted to include the name Walter Kampmann.


Since 1948 I tried to paint trees as Walter Kampmann drew them. But I never succeeded. They turned into Hundertwasser-Kampmann trees, somehow transparent 
and more colorful, but without the deep glow from inside. 
 My French painter friend Brô was so impressed by my Kampmann trees that he gave me permission to use in my paintings his Brô spindle eyes which he had picked up somewhere, if in turn I allowed him to paint Kampmann trees.”
 

Figlio del direttore d’orchestra Wilhelm Kampmann, di famiglia colta e agiata, ottiene il diploma di scuola superiore e studia presso la Scuola d'Arte Elberfeld. Tra il 1914 e il 1918 partecipa come soldato alla prima guerra mondiale in Francia. Finita la guerra, può finalmente dedicarsi alla grafica e alla pittura, e nel 1919 viene nominato insegnante nella scuola tessile e della moda di Berlino e quindi presso il Fashion Institute. E’ qui che inizia a creare le sue opere più espressive, di forte matrice  cubista, come le celeberrime copertine per Das Plakat, la rivista d’avanguardia di riferimento per la cultura dei poster. Si sposa con Katherine "Kat" Kampmann, dalla quale avrà 3 figli.

Insieme a Paul Klee, Max Beckmann, Vasily Kandinsky, Oskar Moll, Georg Muche e Lyonel Feininger, fonda la selezione di gruppo degli artisti November Group.

All’arrivo del nazismo il gruppo viene però sciolto e Walter è costretto a lasciare l’insegnamento. Continuano le persecuzioni politiche, sino a quando viene internato in un campo per la riqualificazione degli artisti, costretto, dal 1935 a realizzare sculture di Hitler.

Nel 1939 viene obbligato al lavoro coatto nella fabbrica di aerei Henschel. Finita la guerra, quando pensa di poter tornare alla sua vita, viene catturato dagli inglesi ad Amburgo che lo credono membro del regime.
Morirà a Berlino, nel 1945, completamente esaurito dalla fame e dagli stenti. E’ sepolto nel cimitero Rangsdorfer.

Frau Professor F., 1928
Preparation for the opening of the Great Berlin Art Exhibition, June 1924