UN PROGETTO DI ALFREDO ACCATINO

Attenzione! Queste pagine non contengono opere di Modigliani, Picasso o di uno degli altri 50 straordinari autori, sempre e solo loro, che danno il titolo a mostre-evento. L’arte è qualcosa di più complesso della semplice divulgazione di massa che, nel tempo, ha trasformato gli artisti in prodotti, facili da comprendere e da consumare.
Non esisterebbero le avanguardie storiche senza maestri sconosciuti alla massa (ma certo non a musei e collezionisti). E non si sarebbe formata una cultura del ‘900 senza l’apporto di fotografi, designer, scenografi, illustratori, progettisti, costumisti, visualizer, che in queste pagine vogliamo riproporre. Perché, se non avessero operato maestri come Malevic, Exter, Scheiber, Itten, De La Fresnaye, Jawlesky, Rietveld, Schad, Dexel, o personaggi trasversali e imprevedibili come Galantara, Codognato, Seltenhammer, Vertes, Copi, Topor (chissà quanti di voi li conoscono?), o autori italiani come Chiattone, Wildt, Cagnaccio di San Pietro, Thayaht, Donghi, Melli, Crippa, Gnoli, Pascali, non sarebbe proprio esistita l’arte contemporanea. E forse, non saremmo esistiti neanche noi.

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sabato 19 novembre 2016

Kate MacDowell. Amore e morte.



Lo sapete, di solito bazzico in questo blog artisti morti, e spesso perdenti. Poi, nella vita privata, frequento e osservo artisti vivi e vegeti. A volte, giovani. A volte giovani talenti come Kate MacDowell, americana. Realizza sculture in porcellana per esplorare con poesia e cinismo il rapporto tra uomini e animali. Un conflitto insanabile. “Noi siamo parte del mondo animale, e allo stesso tempo ne siamo i carnefici.” Unendo tecnica settecentesca e visione post atomico. Fico.






“I’ve lived and worked in many different environments and cultures that have influenced the way I perceive the world, and therefore my pieces. These experiences have ranged from teaching in urban high schools and producing websites in the high-tech corporate environment, to volunteering at a meditation retreat center in rural India a few hours outside of the fever pitch of Bombay. I’ve also collected visual imagery and ideas from my travels through Renaissance Italy, Classical and Minoan Greece, Nepal and Thailand.
Upon returning to the United States in 2004, after a year and a half working overseas, I began to study ceramics full-time at the ArtCenter in Carrboro, North Carolina and later at Portland Community College's Cascade campus and the Oregon College of Art and Craft's community education program. I have also studied flame-worked glass at the Penland School of Crafts in North Carolina, and participated in an artist residency at the Watershed Center for the Ceramic Arts in Maine.” Hi, Kate.


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