Un progetto di Alfredo Accatino

Attenzione! Queste pagine non contengono opere di Modigliani, Picasso o di uno degli altri 50 straordinari autori, sempre e solo loro, che danno il titolo a mostre-evento. L’arte è qualcosa di più complesso della semplice divulgazione di massa che, nel tempo, ha finito per trasformare gli artisti in prodotti, che devono essere facili da comprendere e da consumare.
Non esisterebbero le avanguardie storiche senza maestri sconosciuti alla massa (ma certo non a musei e collezionisti). E non si sarebbe formata una cultura del ‘900 senza l’apporto di fotografi, designer, scenografi, illustratori, progettisti, costumisti, visualizer, che in queste pagine vogliamo riproporre. Perché, se non avessero operato maestri come Malevic, Exter, Scheiber, Itten, De La Fresnaye, Jawlesky, Rietveld, Schad, Dexel, Brauner, o personaggi trasversali e imprevedibili come Galantara, Codognato, Seltenhammer, Vertes, Copi, Topor (chissà quanti di voi li conoscono?), o autori italiani come Chiattone, Wildt, Cagnaccio di San Pietro, Thayaht, Donghi, Melli, Crippa, Gnoli, Pascali, non sarebbe proprio esistita l’arte contemporanea. E forse, non saremmo esistiti neanche noi.

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martedì 1 novembre 2016

COSA SUCCEDE DAVANTI A UN CAPOLAVORO...?


Cosa succede se guardi chi guarda un capolavoro di Leonardo? ...vogliamo metterci che questo lo fai in piena guerra fredda, in Russia?
Ecco questo è
Look at the Face (Vzglianite na litso, 1966/8 di Pavel Kogan (1931–1998) e Peter Mostovoy esponenti della scuola leningradese, che mettono una cinepresa all’Hermitage, ma cambiano in punto di vista e guardano chi guarda.
Sarebbe bello ripetere l’esperimento ogni anno. E rivedere il tutto. Perché non solo cambia la storia. Ma come noi la guardiamo.






Nel 1978 Frank Hertz fece un esperimento diverso. Inquadrò solo il volto di bambini che guardano qualcosa che non vediamo. Che immagiamo spaventoso e che la musica evoca senza mai far vedere. Hertz cambiò radicalnte il cinema documentario sovietico dimostrando che in 10 minuti sullo schermo possono trovare spazio tanti significati ed emozioni, e che questo piccolo frammento di vita, girato in un’unica sequenza, può anche essere incredibilmente interessante. Nel 2002 alcun i registi contemporanei hanno ripetuto l'sperimento girando esattamente in dieci minuti un documentario in cui ciascuno di loro esprimeva la sua personale percezione. 

ù


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