UN PROGETTO DI ALFREDO ACCATINO

Attenzione! Queste pagine non contengono opere di Modigliani, Picasso o di uno degli altri 50 straordinari autori, sempre e solo loro, che danno il titolo a mostre-evento. L’arte è qualcosa di più complesso della semplice divulgazione di massa che, nel tempo, ha trasformato gli artisti in prodotti, facili da comprendere e da consumare.
Non esisterebbero le avanguardie storiche senza maestri sconosciuti alla massa (ma certo non a musei e collezionisti). E non si sarebbe formata una cultura del ‘900 senza l’apporto di fotografi, designer, scenografi, illustratori, progettisti, costumisti, visualizer, che in queste pagine vogliamo riproporre. Perché, se non avessero operato maestri come Malevic, Exter, Scheiber, Itten, De La Fresnaye, Jawlesky, Rietveld, Schad, Dexel, o personaggi trasversali e imprevedibili come Galantara, Codognato, Seltenhammer, Vertes, Copi, Topor (chissà quanti di voi li conoscono?), o autori italiani come Chiattone, Wildt, Cagnaccio di San Pietro, Thayaht, Donghi, Melli, Crippa, Gnoli, Pascali, non sarebbe proprio esistita l’arte contemporanea. E forse, non saremmo esistiti neanche noi.

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domenica 27 novembre 2016

IL PIEDE SINISTRO DI MANET

Manet, un anno prima della morte.
Édouard Manet da ragazzo, per sfuggire agli studi giuridici, per sfidare il padre, si imbarca per un anno sulle navi commerciali. Forse fu proprio l’umidità presa a trasformarsi ne tempo in una forma reumatica che poi la sifilide portò, in età matura, a livelli cronici. La malattia sfocia in atassia locomotoria, causando forti dolori, una andatura goffa mitigata dall'uso del bastone e a una parziale paralisi.

Il 6 aprile 1883, nonostante l’esortazione dell’amico dottor Gachet a non fare una cosa del genere, Manet stremato dai dolori si fa amputare il piede sinistro. In casa, sul grande tavolo del salotto, dopo una rudimentale anestesia con il cloroformio.
I medici, andandosene, lasciarono l’arto amputato dietro il paravento del caminetto. Leon Koella, il figlio biologico di Manet, volendo accendere il fuoco, lo trovò per caso.
La morte sopraggiunse quasi un mese dopo, il 30 aprile, al termine di una interminabile e dolora agonia, sfociata nel coma.
Aveva solo 51 anni, dipingeva da Dio.

Léon Koelin-Leenhoff
the dead christ with angels 1864 by edouard manet

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