UN PROGETTO DI ALFREDO ACCATINO

Un viaggio non scontato tra artisti, visionari e designer da tutto il mondo, molto lontano dai soliti 50 nomi. Non esisterebbero le avanguardie storiche senza maestri sconosciuti alla massa (ma certo non a musei e collezionisti). E non si sarebbe formata una cultura del ‘900 e del contemporaneo senza l’apporto di pittori, scultori, fotografi, designer, scenografi, illustratori, progettisti, costumisti, visualizer, che in queste pagine vogliamo riproporre. Immagini e storie – spesso straordinarie - che rischiavamo di perdere o dimenticare.


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domenica 13 novembre 2016

MANOSCRITTO VOYNICH. IL LIBRO PIÙ MISTERIOSO DEL MONDO.



Il Manoscritto Voynich è un libro così misterioso che nessuno lo ha mai letto e sa di cosa parli. Il linguaggio è incomprensibile - un alfabeto indecifrabile nonostante l’impegno di decine di studiosi, linguisti, filologi, esperti di decrittazione - le piante rappresentate nelle tavole non esistono, e si vedono cose e scoperte scientifiche che all’epoca non era ancora state scoperte, oltre a donne nude infilate a mollo, collegate a tubi di cui si ignora il senso.
Pensare che lo avevamo in casa, in Italia, presso il Collegio Gesuita di Villa Mondragone, vicino Frascati, quando, per fare cassa, i gesuiti pensano di venderlo insieme ad altre rarità nel 1912 all’antiquario Wilfrid Voynich.

Il volume, forse proveniente dal Collegio Romano di Roma, contiene all’interno una lettera di accompagnamento datata 19 agosto 1665 a firma Jan Marek Marci, Johannes Marcus Marci, erudito e astronomo boemo, medico personale di un paio di imperatori e che aveva dato il proprio nome a un cratere lunare. Nella lettera Marci chiede aiuto ad Athanasius Kircher, un bizzarro gesuita star della cultura europea per avere, tra le altre cose, studiato l’alfabeto copto e i geroglifici egizi. Non ci capì ovviamente nulla neanche lui. 

Il manoscritto Voynich è un codice illustrato risalente al XV secolo (la datazione al radiocarbonio ha stabilito con quasi totale certezza che il manoscritto sia stato redatto tra il 1404 e 1438). È stato definito da Robert Brumbaugh come "il libro più misterioso del mondo" ed è anche uno dei più costosi. Marci racconta di aver saputo che il libro in passato era stato acquistato per 600 ducati, cifra iperbolica per l’epoca, dall’imperatore, Rodolfo II. Tanto che si pensò potesse essere un falso creato per spillargli soldi. Anche se la datazione al radiocarbonio ha stabilito, con quasi totale certezza, che il manoscritto sia stato redatto tra il 1404 e 1438.
Fatta assai bene la pagina di Wikipedia, cosa abbastanza rara, contiene tante informazioni, che vi invito a leggere, che utilizzerò insieme a un articolo comparso sul Post per redarre il blog.

Le pagine sono 201, ma in origine erano probabilmente 232: si ritiene che 16 fogli siano andati perduti. Il formato è ridotto, una caratteristica insolita in libri così antichi: 16×22 centimetri, poco più della metà di un foglio A4, quello più comune che si usa per stampare. Il libro è strutturato in 4 sezioni più un inserto centrale ripiegato 6 volte, dove sono disegnate figure a forma di stella, altre simili a tubi, altre ancora rotonde, in cui alcuni hanno riconosciuto telescopi e microscopi che all’epoca della stesura non erano ancora stati inventati, oppure cellule, che non erano state ancora scoperte. Nella prima sezione – Botanica – ci sono piante e fiori, in gran parte non riconducibili a specie note, probabilmente composti mettendo insieme parti di piante diverse; nella seconda – Astrologica o Astronomica – si vedono zodiaci e costellazioni; la terza – la più strana, detta Biologica – raffigura soprattutto donnine nude piuttosto sgraziate e apparentemente gravide immerse in vasche comunicanti piene di liquido verde o che fuoriescono da tubi e vasi (qua e là si incontrano anche animali simili a rettili o a piccoli draghi); la quarta – detta Farmacologica – è simile alla prima, con la differenza che i vegetali sono raffigurati insieme ad ampolle e fiale. La sezione finale non ha illustrazioni, soltanto stelline che corrono sul margine sinistro del testo, ed è probabilmente un indice.




Il manoscritto, del quale esistono oggi copie anastatiche disponibili online, oltre alla scansione integrale gratuita in formato pdf, è conservato presso la Biblioteca Beinecke dell'Università di Yale (Stati Uniti), dove reca il numero di catalogo «Ms 408».
L’edizione di Siloè – che ha sede a Burgos - ha stampato il volume in 898 copie, su carta trattata per assomigliare alla pergamena di capretto originaria e costa tra i 7 e gli 8 mila euro.

POTETE VEDERE QUI IL COMPLETO MANOSCRITTO
http://www.bibliotecapleyades.net/ciencia/esp_ciencia_manuscrito07a.htm






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