Un progetto di Alfredo Accatino

Attenzione! Queste pagine non contengono opere di Modigliani, Picasso o di uno degli altri 50 straordinari autori, sempre e solo loro, che danno il titolo a mostre-evento. L’arte è qualcosa di più complesso della semplice divulgazione di massa che, nel tempo, ha finito per trasformare gli artisti in prodotti, che devono essere facili da comprendere e da consumare.
Non esisterebbero le avanguardie storiche senza maestri sconosciuti alla massa (ma certo non a musei e collezionisti). E non si sarebbe formata una cultura del ‘900 senza l’apporto di fotografi, designer, scenografi, illustratori, progettisti, costumisti, visualizer, che in queste pagine vogliamo riproporre. Perché, se non avessero operato maestri come Malevic, Exter, Scheiber, Itten, De La Fresnaye, Jawlesky, Rietveld, Schad, Dexel, Brauner, o personaggi trasversali e imprevedibili come Galantara, Codognato, Seltenhammer, Vertes, Copi, Topor (chissà quanti di voi li conoscono?), o autori italiani come Chiattone, Wildt, Cagnaccio di San Pietro, Thayaht, Donghi, Melli, Crippa, Gnoli, Pascali, non sarebbe proprio esistita l’arte contemporanea. E forse, non saremmo esistiti neanche noi.

P.S. Segueteci anche ogni mese su ARTeDOSSIER

domenica 18 dicembre 2016

Herbert von Reyl-Hanisch, tutto in 15 anni


Herbert von Reyl-Hanisch (1889 - 1937). La sua storia professionale e artistica dura solo 15 anni.
Figlio di un ufficiale dell’impero, nasce a Bregenz, in Austria, ma seguirà il padre in più nazioni, vivendo a Cracovia e a Praga. Quando scoppia la guerra il padre nel 1914 è tra le prime vittime austriache. Appena 17enne, contro la volontà della madre, si arruola quindi come volontario per vendicare la figura paterna, nonostante sia poco più di uno scricciolo. Le sue condizioni di salute lo debilitano, e pur rimanendo sotto le armi, viene esentato dal combattimento. 


 autoritratto da ragazzo

ritratto della madre, 1930


Terminata la guerra, nel 1920 si diploma alla Accademia di Belle Arti di Vienna e inizia a operare come free lance per l’editoria e come pittore. Nel 1923 si sposa con Marianne Nohl e stringe amicizia con Franz Sedlacek (cercatelo nel blog, un genio), avvicinandosi alle atmosfere del Realismo Magico e della Nuova Oggettività. Paesaggi urbani, natura cristallizzati, silenzi, ma anche il fermento di una forte presenza politica. Un vero talento, senza se e senza ma. E dal rigore dei bellissimi ritratti degli anni '30, sperimenta via via  scenari sempre più fantastici e imprevedibili.
Espone in Italia e a Berlino in occasione della Mostra per le Olimpiadi del 1936. Morirà l'anno dopo, nel 1937, per emorragia cerebrale.




Nessun commento:

Posta un commento