UN PROGETTO DI ALFREDO ACCATINO

Un viaggio non scontato tra artisti, visionari e designer da tutto il mondo, molto lontano dai soliti 50 nomi. Non esisterebbero le avanguardie storiche senza maestri sconosciuti alla massa (ma certo non a musei e collezionisti). E non si sarebbe formata una cultura del ‘900 e del contemporaneo senza l’apporto di pittori, scultori, fotografi, designer, scenografi, illustratori, progettisti, costumisti, visualizer, che in queste pagine vogliamo riproporre. Immagini e storie – spesso straordinarie - che rischiavamo di perdere o dimenticare.


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lunedì 16 agosto 2010

ALBERTO MAGNELLI O DELL'ARTE ASTRATTA.


Alberto Magnelli (Firenze 1888 – Meudon 1971) non si è limitato a seguire l’arte astratta, ha contribuito a perfezionarla. 
Un percorso naturale che in breve tempo lo porterà ad abbandonare le eleganti creazioni figurative (come in questo bel ritratto virile di spalle o nei nudi di donna) degli anni’10 e ‘20 per esplorare tecniche e forme che lo porterranno  a collocarsi in stretto rapporto con Gris e Matisse.
L’incontro iniziale con i Futuristi, le collaborazioni con i quotidiani la "Voce" e "Lacerba", e finalmente il viaggio e il soggiorno a Parigi, quindi il Cubismo, i Fauves, Abstraction-Création. Magnelli assorbe da ogni fonte intellettuale del periodo, ma senza mai ingabbiarsi in nessun movimento. Per questo si pensa a lui come a una delle grandi figure solitarie dell’arte italiana.

E dopo le «esplosioni liriche», e il «realismo immaginario» degli anni Venti approda all’astrattismo al quale si dedicherà dal 1935 per tutto il resto della sua vita. Un astrattismo caratterizzato da forme madri inserite in un ordine geometrico al servizio dell’espressività, del ritmo dei pieni e dei vuoti, dei colori e delle tonalità (Composizione, 1937). Nel periodo successivo alla seconda guerra mondiale Magnelli era ormai riconosciuto internazionalmente come un indiscusso maestro dell’astrattismo. 



1 commento:

  1. Verissimo,non conosco quasi nessuno degli artisti che citi.Come siamo piccoli davanti ai fatti della storia della cultura.

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