UN PROGETTO DI ALFREDO ACCATINO

Attenzione! Queste pagine non contengono opere di Modigliani, Picasso o di uno degli altri 50 straordinari autori, sempre e solo loro, che danno il titolo a mostre-evento. L’arte è qualcosa di più complesso della semplice divulgazione di massa che, nel tempo, ha trasformato gli artisti in prodotti, facili da comprendere e da consumare.
Non esisterebbero le avanguardie storiche senza maestri sconosciuti alla massa (ma certo non a musei e collezionisti). E non si sarebbe formata una cultura del ‘900 senza l’apporto di fotografi, designer, scenografi, illustratori, progettisti, costumisti, visualizer, che in queste pagine vogliamo riproporre. Perché, se non avessero operato maestri come Malevic, Exter, Scheiber, Itten, De La Fresnaye, Jawlesky, Rietveld, Schad, Dexel, o personaggi trasversali e imprevedibili come Galantara, Codognato, Seltenhammer, Vertes, Copi, Topor (chissà quanti di voi li conoscono?), o autori italiani come Chiattone, Wildt, Cagnaccio di San Pietro, Thayaht, Donghi, Melli, Crippa, Gnoli, Pascali, non sarebbe proprio esistita l’arte contemporanea. E forse, non saremmo esistiti neanche noi.

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domenica 15 agosto 2010

ADOLFO PORRY PASTOREL. PADRE DEL FOTOGIORNALISMO.



Il fotogiornalismo italiano ha un padre e si chiama Adolfo Porry Pastorel (1888 – 1960).
Uno dei primi paparazzi della storia, sempre in bilico tra dovere di cronaca e ricerca formale, divenuto celebre per la serie di Benito Mussolini durante la "raccolta del grano" (in una situazione di photo opportunity da lui stesso suggerita), alle prese con le grandi parate, o nell'intimità della propria casa



Il suo stile non lo portò però a realizzare mai foto ufficiali, ma a riprendere il "dietro le quinte" e le situazioni più spontanee e imprevedibili di feste e disastri. Non a caso anche Tazio Secchiaroli, apprenderà da lui i rudimenti del mestiere.
Nato da una famiglia cosmopolita (nonno francese, nonna inglese) ha come padrino il direttore de il messaggero Ottorino Raimondi che lo indirizza prima verso esperienze tipografiche, quindi lo ingaggerà come fotografo nel nuovo giornale vita e poi ne “Il Giornale d'Italia”.

Inizia così una carriera fulminante, che lo porterà a divenire il maggior testimone della vita romana e nazionale dagli anni '10 sino al primo dopoguerra. Autore degli scatti che immortalavano i divi e la borghesia dell'epoca, ma anche di foto divenute celebri e specchio del proprio tempo.
Ha partecipato con le sue fotografie artistiche alla XIVI esposizione internazionale d'arte di Venezia.


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