Un progetto di Alfredo Accatino

Attenzione! Queste pagine non contengono opere di Modigliani, Picasso o di uno degli altri 50 straordinari autori, sempre e solo loro, che danno il titolo a mostre-evento. L’arte è qualcosa di più complesso della semplice divulgazione di massa che, nel tempo, ha finito per trasformare gli artisti in prodotti, che devono essere facili da comprendere e da consumare.
Non esisterebbero le avanguardie storiche senza maestri sconosciuti alla massa (ma certo non a musei e collezionisti). E non si sarebbe formata una cultura del ‘900 senza l’apporto di fotografi, designer, scenografi, illustratori, progettisti, costumisti, visualizer, che in queste pagine vogliamo riproporre. Perché, se non avessero operato maestri come Malevic, Exter, Scheiber, Itten, De La Fresnaye, Jawlesky, Rietveld, Schad, Dexel, Brauner, o personaggi trasversali e imprevedibili come Galantara, Codognato, Seltenhammer, Vertes, Copi, Topor (chissà quanti di voi li conoscono?), o autori italiani come Chiattone, Wildt, Cagnaccio di San Pietro, Thayaht, Donghi, Melli, Crippa, Gnoli, Pascali, non sarebbe proprio esistita l’arte contemporanea. E forse, non saremmo esistiti neanche noi.

P.S. Segueteci anche ogni mese su ARTeDOSSIER

mercoledì 18 agosto 2010

ACHILLE MAUZAN, QUANDO L'AFFICHE CAMBIA IL GUSTO DI VEDERE L'ARTE.










La cultura pop è nata dalla pubblicità. In America, chiaramente. Ma già in Italia l’arte dell’affissione aveva avuto, sin dai primi anni del ‘900, un grande influsso sul gusto dell'epoca, sotto l’impulso di importanti autori, a volte celebrati (o forse sarebbe meglio dire "una volta" celebrati), oggi troppo spesso dimenticato. E non è certo un caso che Fortunato De Pero fosse, prima ancora che futurista, fosse egli stesso un pubblicitario. Uno dei primi a capire che l'arte non è solo una delle "arti" ma è comunicazione. E a trasformare un mestiere in arte.
Figura di spicco del panorama europeo (ha lavorato per una decina di nazioni), un po’ francese (per nascita), un po’ italiano (per scelta di vita) Achille Luciano Mauzan (1883 – 1952) iniziò a lavorare come illustratore dapprima per riviste, cartoline e produzioni in ceramiche, in seguito per la nascente industria cinematografica producendo tra il1909 e il 1913 circa 1500 locandine di film, oggi molto ricercate dai collezionisti.
Stabilitosi definitivamente in Italia nel 1924 fondò una propria casa di produzione grafica. In seguito, sulla scia del boom sudamericano si trasferì in Argentina, prima di far ritorno in Francia  dove continuò a lavorare prevalentemente nella produzione grafica. 
Negli ultimi anni della vita si dedicò alla pittura, dove tuttavia non ha incontrato particolari estimatori.
E' insieme a Codognato, Bompard, Cappiello, Dudovich, De Pero, uno dei grandi interpreti dell'arte "comunicativa".
Bozzetto Originale a tempera.
Autore di circa 500 affiches pubblicitarie è stato un maestro di stile e di invenzione, e ci piace ricordarlo, pieno di creatività, mentre prende ispirazione da una marca di cioccolata o da un torrone.








Nessun commento:

Posta un commento