Un progetto di Alfredo Accatino

Attenzione! Queste pagine non contengono opere di Modigliani, Picasso o di uno degli altri 50 straordinari autori, sempre e solo loro, che danno il titolo a mostre-evento. L’arte è qualcosa di più complesso della semplice divulgazione di massa che, nel tempo, ha finito per trasformare gli artisti in prodotti, che devono essere facili da comprendere e da consumare.
Non esisterebbero le avanguardie storiche senza maestri sconosciuti alla massa (ma certo non a musei e collezionisti). E non si sarebbe formata una cultura del ‘900 senza l’apporto di fotografi, designer, scenografi, illustratori, progettisti, costumisti, visualizer, che in queste pagine vogliamo riproporre. Perché, se non avessero operato maestri come Malevic, Exter, Scheiber, Itten, De La Fresnaye, Jawlesky, Rietveld, Schad, Dexel, Brauner, o personaggi trasversali e imprevedibili come Galantara, Codognato, Seltenhammer, Vertes, Copi, Topor (chissà quanti di voi li conoscono?), o autori italiani come Chiattone, Wildt, Cagnaccio di San Pietro, Thayaht, Donghi, Melli, Crippa, Gnoli, Pascali, non sarebbe proprio esistita l’arte contemporanea. E forse, non saremmo esistiti neanche noi.

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martedì 31 agosto 2010

LOTHAR SCHREYER - BAUHAUS MEISTER.

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Lothar Schreyer, nato a Blasewitz, vicino a Dresda nel 1886, morto ad Amburgo nel 1966, è uno straordinario esempio di quella visione di arte sincretica e trasversale che aveva immaginato e teorizzato l’avanguardia culturale in Germania a cavallo tra gli anni venti e gli anni trenta (in una curiosa simmetria con la cultura rinascimentale).

Pittore, drammaturgo, compositore, ma anche giurista, Lothar Schreyer è stato uno dei principali animatori della Bauhaus, la scuola di design e di arti applicate dove insegnò letteratura, sperimentando nuove tecniche di didattica insieme a Paul Klee (ad esempio, la possibilità di trasformare in forme e colori e forme, i sentimenti, le situazioni, o addirittura la traccia di una storia). Un docente imprevedibile e dirompente, che segnò fortemente l'indole artistica dei suoi studenti.
Ovviamente rimase anche lui vittima delle persecuzioni culturali di Adolf Hitler, finendo emarginato e con gravi problemi di sopravvivenza. Dopo la guerra, però, non riuscirà più a inserirsi nella vita culturale tedesca, vivendo in maniera appartata.
Rimane ancora oggi un esempio di rigore morale e di fantasia


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