UN PROGETTO DI ALFREDO ACCATINO

Attenzione! Queste pagine non contengono opere di Modigliani, Picasso o di uno degli altri 50 straordinari autori, sempre e solo loro, che danno il titolo a mostre-evento. L’arte è qualcosa di più complesso della semplice divulgazione di massa che, nel tempo, ha trasformato gli artisti in prodotti, facili da comprendere e da consumare.
Non esisterebbero le avanguardie storiche senza maestri sconosciuti alla massa (ma certo non a musei e collezionisti). E non si sarebbe formata una cultura del ‘900 senza l’apporto di fotografi, designer, scenografi, illustratori, progettisti, costumisti, visualizer, che in queste pagine vogliamo riproporre. Perché, se non avessero operato maestri come Malevic, Exter, Scheiber, Itten, De La Fresnaye, Jawlesky, Rietveld, Schad, Dexel, o personaggi trasversali e imprevedibili come Galantara, Codognato, Seltenhammer, Vertes, Copi, Topor (chissà quanti di voi li conoscono?), o autori italiani come Chiattone, Wildt, Cagnaccio di San Pietro, Thayaht, Donghi, Melli, Crippa, Gnoli, Pascali, non sarebbe proprio esistita l’arte contemporanea. E forse, non saremmo esistiti neanche noi.

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domenica 13 agosto 2017

ROYAL ROBERTSON – IMPARARE ARTE PER CORRISPONDENZA E SALVARE IL MONDO




Royal Robertson è il punto di congiunzione tra arte alienata e arte di strada, fu sicuramente un maestro del’outsider artist di sicuro spessore e un profeta dell'arte aliena, poi vi spiegheremo perché. Nato a St. Helena Parish, Louisiana, nel 1936, Robertson ha trascorso quasi tutta la sua vita in Louisiana, lavorando prima come apprendista, bracciante, poi come pittore di insegne.

Frequenta l’equivalente della terza classe e poi si iscrive a un corso di arte per corrispondenza.
Dopodiché, per tutta la vita, sforna figli (11 con Adell Brent), per poi diventare ministro della fede (avrei voluto ascoltare le sue prediche) una volta che lei lo lascia dopo 19 anni di matrimonio, nel 1974, abbandonandolo alla sua follia.

Il problema di Royal è che soffre di schizofrenia paranoide. Afferma di aver avuto la sua prima visione, una nave spaziale con Dio come pilota, quando aveva quattordici anni. Ma ora va peggio. Quando il suo matrimonio finisce cominciò a registrare le sue visioni, nelle quali gli alieni vogliono mettere fine alla nostra esistenza. Ci mette così in guardia dall’Armageddon, convinto  di essere stato vittima di una cospirazione femminile globale. Egli credeva infatti che il tradimento della sua ex-moglie sarebbe la causa della distruzione catastrofica dell'umanità.






Apre una bottega che diventa la sua cappella Sistina. Nelle sue opere miscela numerologia e profezie bibliche della fine dei giorni dal Libro della Rivelazione, mostri come Godzilla, disegni architettonici, supereroi, poster…

Riesce ad avere un numero crescente di collezionisti ed estimatori che, quando nel 1992, la sua casa viene distrutta dall'uragano Andrew lo aiuteranno a rimettersi in piedi.

Morirà nel 1997 a Houston, Texas.

Il lavoro di Robertson, spesso di segno infantile, è stato raccontato in numerose mostre e una serie di opere fanno parte di collezioni permanenti, tra cui il Museo d'Arte Smithsonian American.



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