UN PROGETTO DI ALFREDO ACCATINO

Un viaggio non scontato tra artisti, visionari e designer da tutto il mondo, molto lontano dai soliti 50 nomi. Non esisterebbero le avanguardie storiche senza maestri sconosciuti alla massa (ma certo non a musei e collezionisti). E non si sarebbe formata una cultura del ‘900 e del contemporaneo senza l’apporto di pittori, scultori, fotografi, designer, scenografi, illustratori, progettisti, costumisti, visualizer, che in queste pagine vogliamo riproporre. Immagini e storie – spesso straordinarie - che rischiavamo di perdere o dimenticare.


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domenica 13 agosto 2017

L’APPARTAMENTO RIMASTO NEL 1942. PARIS TIME CAPSULE

 

A Parigi, Square la Bruyère 2, è una strada privata in una zona al confine tra Mommartre e Pigalle, non lontano da Opèra Garnier.  All’inizio del ‘900 zona elegante ed esclusiva, ora terra di Peep Show e centri massaggi. Vicino a un ristorante dal nome evocativo INATTENDU (inaspettato) c’è un appartamento di 140 mq che ha dormito per 68 anni, lasciando intatto il suo carico di ricordi e di tesori. Venne riaperto nel 2010 da un ufficiale giudiziario dopo essere rimasto per decenni abbandonato nel tempo, come una bottiglia con il messaggio lanciata nel mare.    

"C'era un odore di vecchio, di polvere...camminavamo sotto alti soffitti in legno, andando in cucina notammo un vecchio forno a legna e un lavandino in pietra,  uno struzzo impagliato e poi un pupazzo di Mickey Mouse di prima della guerra, un comò squisito...ma il cuore ebbe un sussulto quando ci trovammo davanti una splendida tela raffigurante una donna in abito di seta rosa."  
(Ufficiale giudiziario Oliver Choppin-Janvry )     

La tela era di Giovanni Boldini, e la casa apparteneva a Madame de Florian una  attrice, costretta ad abbandonarlo durante la seconda guerra mondiale e l’occupazione tedesca della città. Anche dopo la pace, la donna per motivi non conosciuti non tornerà più a Parigi ma continuerà a pagare la manutenzione della casa fino all'età di 91 anni, quando muore.  Ma torniamo al quadro. Nel 1888 Giovanni Boldini aveva infatti ritratto una delle donne più affascinanti e famose sulla scena mondana, Marthe de Florian (1864-1939), al secolo Mathilde Héloïse Beaugiron, cortigiana che vantava amanti facoltosi e una vita turbolenta. Il dipinto non era una commissione e in effetti non fu mai elencato o esposto, ma si trattava di un dono dell'artista alla sua amante. Boldini la rappresentò nel pieno della sua bellezza, a ventiquattro anni, fasciata da un abito di seta rosa molto scollato, seduta sul divano in una posa sensualissima.  Marthe lo portò nel suo magnifico appartamento, tipicamente sovraccarico, lezioso ed eccentrico. Lo lasciò quindi in eredità ad una nipote, Solange Beaugiron, che vi abitò fino al 1942, quando la Francia fu invasa dalla Germania nazista, Solange fu costretta a fuggire, chiudendo il gas e dietro di sé la porta per sempre.         La casa ora era lì, carica di polvere, con gli oggetti lasciati dove erano, come per una gita in campagna, con i quadri appoggiati a terra, e le riviste del tempo. Con la ricetta del medico e la nota della spesa. Con i cavetti della luce di stoffa ritorta.  Una capsula del tempo da togliere il fiato.  A questa vicenda è stato dedicato un libro, “Un favoloso appartamento a Parigi di  Michelle Gable.     Tutto, poi, è andato disperso in vendite all’asta. Il capolavoro di Boldini è stato venduto da Choppin de Janvry & Associés, Parigi, Hôtel Drouot, il 28 settembre 2010, per €2.108.000,00. Record per l’artista.
La scrivania con specchio a 2000 euro (l'avrei presa io...)
Credo poi di aver riconosciuto l’appartamento, ristrutturato, in un catalogo immobiliare. Avevano messo un parquet nuovo.






 

"Ritratto di Madame de Florian" (1888) G.Boldini

Marthe Donas il giorno delle nozze

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