UN PROGETTO DI ALFREDO ACCATINO

Attenzione! Queste pagine non contengono opere di Modigliani, Picasso o di uno degli altri 50 straordinari autori, sempre e solo loro, che danno il titolo a mostre-evento. L’arte è qualcosa di più complesso della semplice divulgazione di massa che, nel tempo, ha trasformato gli artisti in prodotti, facili da comprendere e da consumare.
Non esisterebbero le avanguardie storiche senza maestri sconosciuti alla massa (ma certo non a musei e collezionisti). E non si sarebbe formata una cultura del ‘900 senza l’apporto di fotografi, designer, scenografi, illustratori, progettisti, costumisti, visualizer, che in queste pagine vogliamo riproporre. Perché, se non avessero operato maestri come Malevic, Exter, Scheiber, Itten, De La Fresnaye, Jawlesky, Rietveld, Schad, Dexel, o personaggi trasversali e imprevedibili come Galantara, Codognato, Seltenhammer, Vertes, Copi, Topor (chissà quanti di voi li conoscono?), o autori italiani come Chiattone, Wildt, Cagnaccio di San Pietro, Thayaht, Donghi, Melli, Crippa, Gnoli, Pascali, non sarebbe proprio esistita l’arte contemporanea. E forse, non saremmo esistiti neanche noi.

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venerdì 8 maggio 2015

PER QUEL TAILLEUR FAREI UNA FOLLIA…





Agnes Richter (Zottewitz 1844-1918) era una sarta tedesca segregata come un paziente in un manicomio a partire dal 1890. Nei quasi vent’anni di reclusione iniziò a ricamare, prima le camice di forza e le divise, poi vecchi abiti da donna portate dalle opere di carità. Il suo progetto è semplice quanto di straordinaria forza simbolica: trasformare abiti che condannano alla anonimità e dovrebbero ricondurre alla normalità in opere capaci invece di raccontare la propria storia, il proprio mondo, con pensieri, segni, frasi, colori. Sono tutte conservate presso la Collezione Prinzhorn presso la Clinica psichiatrica dell'Università di Heidelberg, la maggiore raccolta di opere di artisti alienati e outsider art.
Per sensibilità e gusto sembra realmente presagire le ricerche della Textile Art e della Fiber Art, fregandosene della moda, dell’arte e delle convenzioni del proprio tempo, più rivoluzionaria e visionaria delle avanguardie a lei contemporanee.
 

 

3 commenti:

  1. Che belli, e che bella la mente umana che ragiona per proprio conto e che per proprio conto crea!

    PS: inserisco tra i miei link il tuo blog. Grazie.

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