Un progetto di Alfredo Accatino

Attenzione! Queste pagine non contengono opere di Modigliani, Picasso o di uno degli altri 50 straordinari autori, sempre e solo loro, che danno il titolo a mostre-evento. L’arte è qualcosa di più complesso della semplice divulgazione di massa che, nel tempo, ha finito per trasformare gli artisti in prodotti, che devono essere facili da comprendere e da consumare.
Non esisterebbero le avanguardie storiche senza maestri sconosciuti alla massa (ma certo non a musei e collezionisti). E non si sarebbe formata una cultura del ‘900 senza l’apporto di fotografi, designer, scenografi, illustratori, progettisti, costumisti, visualizer, che in queste pagine vogliamo riproporre. Perché, se non avessero operato maestri come Malevic, Exter, Scheiber, Itten, De La Fresnaye, Jawlesky, Rietveld, Schad, Dexel, Brauner, o personaggi trasversali e imprevedibili come Galantara, Codognato, Seltenhammer, Vertes, Copi, Topor (chissà quanti di voi li conoscono?), o autori italiani come Chiattone, Wildt, Cagnaccio di San Pietro, Thayaht, Donghi, Melli, Crippa, Gnoli, Pascali, non sarebbe proprio esistita l’arte contemporanea. E forse, non saremmo esistiti neanche noi.

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domenica 10 gennaio 2016

I CINEMA DI WEEGE. SAFARI FOTOGRAFICO NOTTURNO.



Il segreto della creatività è cambiare i punti di vista. A volte, ribaltandoli. E’ quello che ha fatto Arthur Fellig, in arte Weege, fotografo “americano”, come vedrete, nato in Ucraina. Che ha tratto dalla strada l’ispirazione per esplorare l’umanità.

Ha così l’idea, negli anni ’40, di andare nei cinema di New York, di girare la camera e di fotografare non lo schermo, ma la gente. Sperimentando pose lunghe e ASA e DIN (si diceva una volta) sensibilissimi. Secondo me, rischiando anche qualche cazzottone. Nasce così un mondo di folletti sorpresi nella notte o che non sanno proprio di essere spiati. Emozioni, amori, mani speleologhe sotto gonne e camicette, in uno dei più bei reportage di sempre.
Perché la creatività più figa ha idee semplici.



Il suo vero nome era Ascher Fellig: era nato nel 1899 a Leopoli, che ora si trova in Ucraina ma all’epoca faceva parte dell’Impero astroungarico. Emigra con la famiglia a New York nel 1909, dove cambia nome in Arthur e a 14 anni inizia a lavorare come fotografo. Nel 1934 si licenziò dalla Acme Newspictures (che sarebbe poi diventata la United Press International Photos) – dov’era assunto come tecnico della camera oscura – e si mise a fare il freelance: bazzicava nel quartier generale della polizia di New York e appena arrivava la notizia di un delitto “interessante” ci si fiondava per scattare le foto e poi venderle. Nel 1938 ottenne il permesso di installare una radio della polizia nella sua auto, nel cui bagagliaio aveva anche allestito una piccola camera oscura, e riuscì a velocizzare ancora di più il suo lavoro.

Weegee continuò a lavorare come fotoreporter di cronaca nera negli anni Quaranta, quando iniziò a dedicarsi anche alla fotografia di moda e pubblicitaria, realizzando servizi per Vogue e Life
Morì a New York il 26 dicembre del 1968 a 69 anni. 




2 commenti:

  1. Paul Weegee è da sempre (dal 1970, sono nato nel 1960) il mio fotoreporter preferito. Era sempre il primo a precipitarsi sulla scena del delitto, a scattare i cadaveri ancora caldi dell'America anni'30/40, ma soprattutto le reazioni del pubblico e della fauna umana che si trovava ad attraversare la Crime Scene. La foto più carnale e sexy di Marilyn è scattata dalla lente di Paul Weegee, un centesimo di secondo prima che LEI stampi le sue labbra pregne di rossetto, come un timbro sull'obiettivo della sua Rolleiflex 6x6! W WEEGEE!
    Fabio ciccio Ferri (C.D./Art Director Freelance)

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  2. P.S. Non so chi sia il Vs. Titolista. Ma in redazione alla Acme Newspictures (che sarebbe poi diventata la United Press International Photos) – dov’era assunto Paul Weegee... l'avrebbe fatt@ licenziare (a meno che non fosse il Wile Coyote)! ;)

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