Un progetto di Alfredo Accatino

Attenzione! Queste pagine non contengono opere di Modigliani, Picasso o di uno degli altri 50 straordinari autori, sempre e solo loro, che danno il titolo a mostre-evento. L’arte è qualcosa di più complesso della semplice divulgazione di massa che, nel tempo, ha finito per trasformare gli artisti in prodotti, che devono essere facili da comprendere e da consumare.
Non esisterebbero le avanguardie storiche senza maestri sconosciuti alla massa (ma certo non a musei e collezionisti). E non si sarebbe formata una cultura del ‘900 senza l’apporto di fotografi, designer, scenografi, illustratori, progettisti, costumisti, visualizer, che in queste pagine vogliamo riproporre. Perché, se non avessero operato maestri come Malevic, Exter, Scheiber, Itten, De La Fresnaye, Jawlesky, Rietveld, Schad, Dexel, Brauner, o personaggi trasversali e imprevedibili come Galantara, Codognato, Seltenhammer, Vertes, Copi, Topor (chissà quanti di voi li conoscono?), o autori italiani come Chiattone, Wildt, Cagnaccio di San Pietro, Thayaht, Donghi, Melli, Crippa, Gnoli, Pascali, non sarebbe proprio esistita l’arte contemporanea. E forse, non saremmo esistiti neanche noi.

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mercoledì 1 dicembre 2010

PAUL GAVARNI. NOM DE PLUME.

Paul Gavarni (Sulpice Guillaume Chevalier) nasce il 13 January 1804 a Parigi, dove morirà il 23 novembre del 1866, e dove vivrà - tranne un breve soggiorno a Londra - per tutta la vita. 
Fu un grande artista? La risposta è sì, ed incisa in migliaia di tavole che hanno accompagnato 40 anni di carriera sempre al vertice. Un nome equiparabile per fama e per successo a quello di Daumier, ma al quale la storia dell'arte non ha mai  in fondo perdonato di essere stato anche un personaggio di spicco della vita mondana parigina.
Molti dei suoi lavori apparvero su riviste come Le Charivari e l'Illustration, ma il massimo successo lo ottenne come illustratore dei libri di Balzac. Conobbe e collaborò con Nadar, senza ansie particolari. La fotografia, del resto, non gli faceva paura. Lui non riproduceva la realtà. La creava.



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