Un progetto di Alfredo Accatino

Attenzione! Queste pagine non contengono opere di Modigliani, Picasso o di uno degli altri 50 straordinari autori, sempre e solo loro, che danno il titolo a mostre-evento. L’arte è qualcosa di più complesso della semplice divulgazione di massa che, nel tempo, ha finito per trasformare gli artisti in prodotti, che devono essere facili da comprendere e da consumare.
Non esisterebbero le avanguardie storiche senza maestri sconosciuti alla massa (ma certo non a musei e collezionisti). E non si sarebbe formata una cultura del ‘900 senza l’apporto di fotografi, designer, scenografi, illustratori, progettisti, costumisti, visualizer, che in queste pagine vogliamo riproporre. Perché, se non avessero operato maestri come Malevic, Exter, Scheiber, Itten, De La Fresnaye, Jawlesky, Rietveld, Schad, Dexel, Brauner, o personaggi trasversali e imprevedibili come Galantara, Codognato, Seltenhammer, Vertes, Copi, Topor (chissà quanti di voi li conoscono?), o autori italiani come Chiattone, Wildt, Cagnaccio di San Pietro, Thayaht, Donghi, Melli, Crippa, Gnoli, Pascali, non sarebbe proprio esistita l’arte contemporanea. E forse, non saremmo esistiti neanche noi.

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mercoledì 1 dicembre 2010

LUIGI BRINI (BRINI E MESCHINI) DECORATORE, PITTORE, PROTAGONISTA DELL'ART NOVEAU.


Luigi Brini, pittore e decoratore, di scuola romana, è stato uno dei nomi più interessanti della Bella Epoque. Poeta artigiano, dopo il diploma alla scuola d'arti di Roma nel 1906  fonda insieme a Enrico Meschini la celebre ditta "Brini & Meschini" con sede a Via Cimarra. Il compagno di viaggi e di visioni con il quale opererà sino agli anni '30, lavorando alla realizzazione del Teatro Quirino, del quartiere Coppedè e di molti edifici e negozi di Via Nazionale, compreso il Palazzo delle Esposizioni. Opere in parte andate disperse nelle opere di "ammodernamento" che seguirono la guerra, e che coinvolsero soprattutto negozi e alberghi. Un grande scultore e pittore come Arturo Dazzi lavorò anche con loro, e spesso le opere si sovrapposero.

Il segno distintivo di Brini è quello di portare l'arte alla comprensione di tutti, traducendo il mito e le atmosfere dell'epoca in temi vivi e palpitanti, in qualche modo popolarizzando la cultura liberty e modernista. Per questo ancora oggi i suoi disegni preparatori sono molto ricercati dai collezionisti. Ma sempre più rari.




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