Un progetto di Alfredo Accatino

Attenzione! Queste pagine non contengono opere di Modigliani, Picasso o di uno degli altri 50 straordinari autori, sempre e solo loro, che danno il titolo a mostre-evento. L’arte è qualcosa di più complesso della semplice divulgazione di massa che, nel tempo, ha finito per trasformare gli artisti in prodotti, che devono essere facili da comprendere e da consumare.
Non esisterebbero le avanguardie storiche senza maestri sconosciuti alla massa (ma certo non a musei e collezionisti). E non si sarebbe formata una cultura del ‘900 senza l’apporto di fotografi, designer, scenografi, illustratori, progettisti, costumisti, visualizer, che in queste pagine vogliamo riproporre. Perché, se non avessero operato maestri come Malevic, Exter, Scheiber, Itten, De La Fresnaye, Jawlesky, Rietveld, Schad, Dexel, Brauner, o personaggi trasversali e imprevedibili come Galantara, Codognato, Seltenhammer, Vertes, Copi, Topor (chissà quanti di voi li conoscono?), o autori italiani come Chiattone, Wildt, Cagnaccio di San Pietro, Thayaht, Donghi, Melli, Crippa, Gnoli, Pascali, non sarebbe proprio esistita l’arte contemporanea. E forse, non saremmo esistiti neanche noi.

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mercoledì 8 dicembre 2010

FEDERICO FELLINI, PRIMA DISEGNATORE, POI REGISTA.



Nell’opera di Federico Fellini, universalmente nota, esiste ancora un intero continente parzialmente sconosciuto: la sua vastissima, eterogenea opera giovanile, dove, nello stesso arco di tempo (1938-1950), il futuro regista scrive narrativa umoristica, copioni, soggetti e “battute” per l’avanspettacolo e la radio, sceneggiature per il cinema.  Ma soprattutto testi e disegni per i fumetti, l'arte che all'inizio gli diede da vivere, e poi lo aiutò a sviluppare i suoi sogni, disegnando i personaggi che avrebbero popolato i suoi film prima ancora di affidarli ad attori o generici in carne ossa. Non a caso aveva sempre accanto a sè un visualizer, come ad esempio il surrealista Roland Topor con il quale lavorò su numerosi progetti, come la Città delle donne e il Viaggio di Mastorna.





Federico, dopo gli studi regolari, al liceo classico «Gambalunga» di Rimini rivela infatti il proprio talento nel disegno, che manifesta sotto forma di vignette e caricature di compagni e professori. Il suo disegnatore preferito era l'americano Winsor Mc Cay, inventore del personaggio «Little Nemo». Ispirandosi al celebre personaggio, nella sua camera da letto aveva costruito con l'immaginazione un mondo inventato, in cui immaginava le storie che voleva vivere e vedere al cinema.


Ai quattro montanti del suo letto aveva dato i nomi dei quattro cinema di Rimini: di lì, prima di addormentarsi, prendevano forma le sue storie immaginifiche. Già prima di terminare la scuola, nel corso del 1938 Fellini prova delle collaborazioni con giornali e riviste. La Domenica del Corriere gli pubblica alcune vignette nella rubrica Cartoline dal pubblico, ma la collaborazione più duratura è quella che riesce a instaurare con il periodico edito da Nerbini Il 420 per cui pubblica numerose vignette e rubrichette umoristiche, sino alla fine del 1939. Si trasferisce a Roma con la scusa di frequentare l'Università, ma per fare il giornalista, e inizia ad alternare vignette a piccoli copioni. Prima di scoprire la propria strada. In questa pagine due suoi autoritratti, il primo in veste di gaga, fine anni'40, primi anni '50. Il secondo negli anni '70. E poi la celebre tabaccaia, prima sognata e poi trovata.

1 commento:

  1. Federico Fellini il piu' grande "riminese" del Mondo. Orgoglio di Rimini!

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