UN PROGETTO DI ALFREDO ACCATINO

Un viaggio non scontato tra artisti, visionari e designer da tutto il mondo, molto lontano dai soliti 50 nomi. Non esisterebbero le avanguardie storiche senza maestri sconosciuti alla massa (ma certo non a musei e collezionisti). E non si sarebbe formata una cultura del ‘900 e del contemporaneo senza l’apporto di pittori, scultori, fotografi, designer, scenografi, illustratori, progettisti, costumisti, visualizer, che in queste pagine vogliamo riproporre. Immagini e storie – spesso straordinarie - che rischiavamo di perdere o dimenticare.


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lunedì 20 dicembre 2010

ALBERT CEEN L'AUSTRALIANO DE ROMA


Ci sono artisti che rimangono impressi nella memoria collettiva, non solo per le loro capacità, ma perché "proprietà" di una galleria o di collezionisti di fama, perchè capaci di creare una Fondazione o di motivare figli o amici. 
Nulla di quello che ha segnato il destino di Albert Ceen (Melbourne 1903-Roma 1976) pittore e scultore (soprattutto del ferro), molto noto negli anni ’60 a Roma, dove era arrivato nel dopoguerra e oggi quasi dimenticato.
Uno degli animatori della “dolce vita”, amico di Guttuso, Maccari, Zavattini, Accatino,  Fanco Nonnis, Franz Borghese, collaboratore di Federico Fellini per il quale realizzò numerosi story-board e set design.
Un nome che esprimeva un'epoca e che ora emerge dai suoi taccuini di appunti, o dalle rare opere che passano tra gallerie e collezionisti, che magari ne storpiano la pronuncia, e poi dicono "Però bravo, questo."  Un nome che, oggi, tra tanti, ci piaceva ricordare.
Il suo archivio è conservato presso The State Library of New South Wales, Sydney.  Perchè era australiano, e non americano come credevano tutti.

Qualcuno ci ha detto che quando sorrideva, sembrava un giorno migliore.
Albert Ceen, Festa sulla Cassia, anni'60 - opera preparatoria per incisione

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