Un progetto di Alfredo Accatino

Attenzione! Queste pagine non contengono opere di Modigliani, Picasso o di uno degli altri 50 straordinari autori, sempre e solo loro, che danno il titolo a mostre-evento. L’arte è qualcosa di più complesso della semplice divulgazione di massa che, nel tempo, ha finito per trasformare gli artisti in prodotti, che devono essere facili da comprendere e da consumare.
Non esisterebbero le avanguardie storiche senza maestri sconosciuti alla massa (ma certo non a musei e collezionisti). E non si sarebbe formata una cultura del ‘900 senza l’apporto di fotografi, designer, scenografi, illustratori, progettisti, costumisti, visualizer, che in queste pagine vogliamo riproporre. Perché, se non avessero operato maestri come Malevic, Exter, Scheiber, Itten, De La Fresnaye, Jawlesky, Rietveld, Schad, Dexel, Brauner, o personaggi trasversali e imprevedibili come Galantara, Codognato, Seltenhammer, Vertes, Copi, Topor (chissà quanti di voi li conoscono?), o autori italiani come Chiattone, Wildt, Cagnaccio di San Pietro, Thayaht, Donghi, Melli, Crippa, Gnoli, Pascali, non sarebbe proprio esistita l’arte contemporanea. E forse, non saremmo esistiti neanche noi.

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lunedì 20 dicembre 2010

ALBERT CEEN L'AUSTRALIANO DE ROMA


Ci sono artisti che rimangono impressi nella memoria collettiva, non solo per le loro capacità, ma perché "proprietà" di una galleria o di collezionisti di fama, perchè capaci di creare una Fondazione o di motivare figli o amici. 
Nulla di quello che ha segnato il destino di Albert Ceen (Melbourne 1903-Roma 1976) pittore e scultore (soprattutto del ferro), molto noto negli anni ’60 a Roma, dove era arrivato nel dopoguerra e oggi quasi dimenticato.
Uno degli animatori della “dolce vita”, amico di Guttuso, Maccari, Zavattini, Accatino,  Fanco Nonnis, Franz Borghese, collaboratore di Federico Fellini per il quale realizzò numerosi story-board e set design.
Un nome che esprimeva un'epoca e che ora emerge dai suoi taccuini di appunti, o dalle rare opere che passano tra gallerie e collezionisti, che magari ne storpiano la pronuncia, e poi dicono "Però bravo, questo."  Un nome che, oggi, tra tanti, ci piaceva ricordare.
Il suo archivio è conservato presso The State Library of New South Wales, Sydney.  Perchè era australiano, e non americano come credevano tutti.

Qualcuno ci ha detto che quando sorrideva, sembrava un giorno migliore.
Albert Ceen, Festa sulla Cassia, anni'60 - opera preparatoria per incisione

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