Un progetto di Alfredo Accatino

Attenzione! Queste pagine non contengono opere di Modigliani, Picasso o di uno degli altri 50 straordinari autori, sempre e solo loro, che danno il titolo a mostre-evento. L’arte è qualcosa di più complesso della semplice divulgazione di massa che, nel tempo, ha finito per trasformare gli artisti in prodotti, che devono essere facili da comprendere e da consumare.
Non esisterebbero le avanguardie storiche senza maestri sconosciuti alla massa (ma certo non a musei e collezionisti). E non si sarebbe formata una cultura del ‘900 senza l’apporto di fotografi, designer, scenografi, illustratori, progettisti, costumisti, visualizer, che in queste pagine vogliamo riproporre. Perché, se non avessero operato maestri come Malevic, Exter, Scheiber, Itten, De La Fresnaye, Jawlesky, Rietveld, Schad, Dexel, Brauner, o personaggi trasversali e imprevedibili come Galantara, Codognato, Seltenhammer, Vertes, Copi, Topor (chissà quanti di voi li conoscono?), o autori italiani come Chiattone, Wildt, Cagnaccio di San Pietro, Thayaht, Donghi, Melli, Crippa, Gnoli, Pascali, non sarebbe proprio esistita l’arte contemporanea. E forse, non saremmo esistiti neanche noi.

P.S. Segueteci anche ogni mese su ARTeDOSSIER

lunedì 11 febbraio 2013

MARTHE DONAS. MEGLIO NON NASCERE DONNA.

livre d'images, circa 1918, plaster and oil paint on cardboard

Una cubista, ma non nel senso che ballava in discoteca, che voleva fare il pittore, perché ne aveva le qualità, ma che ebbe la sfortuna di nascere donna.

Originaria di Anversa, Marthe Donas (1885-1967), belga, scoprì il cubismo e il modernismo a Parigi durante la prima guerra mondiale. Dopo un soggiorno a Nizza, dove frequenta lo scultore Alexander Archipenko, torna a Parigi nel 1918, e diventa un membro della Section d'Or lavorando con artisti come Larionov, Gleizes, Survage e Van Doesburg. Intorno al 1920, il suo lavoro viene esposto in tutta Europa, accostata a Tauber Arp e Sonia Delaunay.

Tête cubiste (1917)

Nel 1922 si sposa, ha una figlia, ed iniziano i problemi. Comincia infatti una vita di traslochi (Parigi, Ittre, Anversa, Lisbona, Braine-l'Alleud, Bruxelles) resa complicata dalle difficoltà professionali del marito e da altri problemi familiari. Marthe smetterà di dipingere per quasi 20 anni. 


Ricomincerà solo nel 1947, rivolgendosi all'astrattismo. La sua pittura, come scrisse, aveva un obiettivo: “l’infini dans le fini”. Trovare l'infinito nel finito. Chapeau. Le hanno dedicato un museo.

Still Life with Coffee Pot - 1917
"Still Life with Bottle and Cap,” 1917.

1 commento: