UN PROGETTO DI ALFREDO ACCATINO

Attenzione! Queste pagine non contengono opere di Modigliani, Picasso o di uno degli altri 50 straordinari autori, sempre e solo loro, che danno il titolo a mostre-evento. L’arte è qualcosa di più complesso della semplice divulgazione di massa che, nel tempo, ha trasformato gli artisti in prodotti, facili da comprendere e da consumare.
Non esisterebbero le avanguardie storiche senza maestri sconosciuti alla massa (ma certo non a musei e collezionisti). E non si sarebbe formata una cultura del ‘900 senza l’apporto di fotografi, designer, scenografi, illustratori, progettisti, costumisti, visualizer, che in queste pagine vogliamo riproporre. Perché, se non avessero operato maestri come Malevic, Exter, Scheiber, Itten, De La Fresnaye, Jawlesky, Rietveld, Schad, Dexel, o personaggi trasversali e imprevedibili come Galantara, Codognato, Seltenhammer, Vertes, Copi, Topor (chissà quanti di voi li conoscono?), o autori italiani come Chiattone, Wildt, Cagnaccio di San Pietro, Thayaht, Donghi, Melli, Crippa, Gnoli, Pascali, non sarebbe proprio esistita l’arte contemporanea. E forse, non saremmo esistiti neanche noi.

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sabato 23 febbraio 2013

ALAN BEETON, QUELLO DELLE COSE INANIMATE


Alan Beeton 1880–1942. Pittore inglese. 
Si sa poco di lui, e molte sue opere sono abbastanza anonime, tranne qualche ritratto caratterizzato che gli ha permesso di essere accolto alla Tate Gallery
Cosa ci fa allora qui? Mi piacciono le sue cose inanimate. 
 
Una scoperta avvenuta per me in maniera casuale, surfando in rete. Una ventina di opere veramente sorprendenti, dipinte tra gli anni '20 e la fine degli anni '30. Alcune sono nature morte, altre variazioni sul tema del fantoccio e del manichino. Le ultime sono scene di genere tra pupazzi e pelouches. Un pendolo oscillante tra poesia, ironia e inquietudine. Mooolto intrigante.


Interessante: Il libro di Bertrand Russell "Why War" edito nel 1936 proponeva la pace come processo politico e sociale. Cyril Joad "Why War" del 1939 era invece un libro di propaganda interventista. Sta per scoppiare la guerra.

Intrigante anche il collegamento come stile e genere all'opera di un altro artista dimenticato, dalla tragica esistenza: Rudolf Wacker (1893 -1939)
Il pittore austriaco inizia la sua carriera come grafico, ma parte per il fronte dove viene catturato. Nel 1920, dopo aver trascorso 5 anni in un carcere russo come un prigioniero di guerra, si trasferisce a Berlino dove si dedicò alla espressionismo. Nel 1922, torna nella sua città natale Bregenz in Austria, ed intraprende un cambiamento di stile verso la Nuova Oggettività.
Il pittore, che era apertamente contrario alla politica culturale nazista viene notato dalla polizia segreta. Durante un interogatorio della Gestapo viene colpito da un attacco di cuore e muore, poco dopo, in casa dei suoi genitori a Bregenz.


2 commenti:

  1. vivo en long island n.y., gracias por compartir estas cosas tan bella. Elizabeth

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    1. Thks! I'll wainting you on https://www.facebook.com/museoimmaginario.museoimmaginario

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