Un progetto di Alfredo Accatino

Attenzione! Queste pagine non contengono opere di Modigliani, Picasso o di uno degli altri 50 straordinari autori, sempre e solo loro, che danno il titolo a mostre-evento. L’arte è qualcosa di più complesso della semplice divulgazione di massa che, nel tempo, ha finito per trasformare gli artisti in prodotti, che devono essere facili da comprendere e da consumare.
Non esisterebbero le avanguardie storiche senza maestri sconosciuti alla massa (ma certo non a musei e collezionisti). E non si sarebbe formata una cultura del ‘900 senza l’apporto di fotografi, designer, scenografi, illustratori, progettisti, costumisti, visualizer, che in queste pagine vogliamo riproporre. Perché, se non avessero operato maestri come Malevic, Exter, Scheiber, Itten, De La Fresnaye, Jawlesky, Rietveld, Schad, Dexel, Brauner, o personaggi trasversali e imprevedibili come Galantara, Codognato, Seltenhammer, Vertes, Copi, Topor (chissà quanti di voi li conoscono?), o autori italiani come Chiattone, Wildt, Cagnaccio di San Pietro, Thayaht, Donghi, Melli, Crippa, Gnoli, Pascali, non sarebbe proprio esistita l’arte contemporanea. E forse, non saremmo esistiti neanche noi.

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sabato 23 febbraio 2013

FRANCOIS EMILE BARRAUD, SVIZZERO, STRAORDINARIO, DIMENTICATO


"La Tailleuse de Soupe" Oil on canvas, 1933. La ragazza ti guarda. Chissà che ci vorrebbe dire.


François-Emile Barraud (1899-1934) Vi presento un altro genio del tutto sconosciuto. O no?
Barraud è svizzero e ha quattro fratelli che, come lui, decidono di diventare artisti.
Studia in patria,
ma si trasferisce presto a Reims e a Parigi, dove incontra sua moglie Marie, francese, e si sposa.

Sua moglie diventerà così (spesso insieme a lui) uno dei soggetti preferiti.


Di salute fragilissima, indizio che emerge prepotente dagli autoritratti, passa da una malattia all’altra, per poi morire di tubercolosi a Ginevra a soli 34 anni. 
La sua è un’opera stilisticamente vicina ai contemporanei Balthus e Moise Kisling.




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