Un progetto di Alfredo Accatino

Attenzione! Queste pagine non contengono opere di Modigliani, Picasso o di uno degli altri 50 straordinari autori, sempre e solo loro, che danno il titolo a mostre-evento. L’arte è qualcosa di più complesso della semplice divulgazione di massa che, nel tempo, ha finito per trasformare gli artisti in prodotti, che devono essere facili da comprendere e da consumare.
Non esisterebbero le avanguardie storiche senza maestri sconosciuti alla massa (ma certo non a musei e collezionisti). E non si sarebbe formata una cultura del ‘900 senza l’apporto di fotografi, designer, scenografi, illustratori, progettisti, costumisti, visualizer, che in queste pagine vogliamo riproporre. Perché, se non avessero operato maestri come Malevic, Exter, Scheiber, Itten, De La Fresnaye, Jawlesky, Rietveld, Schad, Dexel, Brauner, o personaggi trasversali e imprevedibili come Galantara, Codognato, Seltenhammer, Vertes, Copi, Topor (chissà quanti di voi li conoscono?), o autori italiani come Chiattone, Wildt, Cagnaccio di San Pietro, Thayaht, Donghi, Melli, Crippa, Gnoli, Pascali, non sarebbe proprio esistita l’arte contemporanea. E forse, non saremmo esistiti neanche noi.

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domenica 6 dicembre 2015

NIKLAUS STOECKLIN, TRA POP E NUOVA OGGETTIVITA'


Niklaus STOECKLIN, svizzero (Basel 1896 – 1982), non solo è uno dei più grandi, eleganti e dimenticati surrealisti, ma anche uno che, per campare, ha creato immagini-icona pubblicitarie, pensate per poster e cartonati, che fanno oggi impallidire la pop-art.

Maestro del realismo magico e della Nuova OggettivitàNeue Sachlichkeit - dal nome della mostra che questa corrente tenne alla Kunsthalle di Mannheim nel 1925, nell a quale Niklaus sarà l’unico esponente svizzero ad essere invitato - non offre sul web neanche un articolo a lui dedicato in italiano o una piccola voce di Wikipedia che di solito non si nega a nessuno (oh …ragazzi… non posso far tutto io, avrò scritto almeno un centinaio di biografie, cribbio, fate qualcosa anche voi!)...


Figlio di un mercante, compie però come tutti i suoi fratelli, una scelta artistica, tra poesia e pittura, seguendo gli insegnamenti dello zio, Heinrich Müller, noto artista locale di impostazione tradizionale.

Dal 1914 studia presso la Scuola di Arti Applicate di Monaco e allo scoppio della guerra ritorna in Svizzera.

Tiene a Basilea la sua prima mostra personale e inizia a vendere le prime opere, trovando in Georg Reinhart un collezionista, un amico e un mecenate, che lo ospiterà per molti mesi nella sua casa di San Gimignano, dandogli modo di conoscere l’arte italiana.

Grazie anche alla frequentazioni di questo rapporto conosce e si sposa con Elisabetta Schnetzler, dalla quale avrà la figlia Noëmi. 



A partire dagli anni ’30 inizia a operare anche come pittore pubblicitario "cartellonista" e illustratore, innovando le normali dinamiche di rappresentazione del prodotto, portandolo da pack-shot a still life. Macro dettagli su campiture di colore puro (giallo, blu, ocra), che lo fanno distinguere da tutti gli altri colleghi, con una citazione d'onore a Peter Birkhäuser (Basilea, 7 giugno 1911 – Binningen, 22 novembre 1976) che proprio a lui si ispira. 

Sono trenta anni di grande pittura che lo accompagnano sino alla fine degli anni ’40.
Anche nell’arte cosiddetta seria, sa essere diverso da tutti gli altri, con oggetti e forme che si cristallizzano nello spazio, immoti nel tempo. Dove anche la figura umana si solidifica per divenire massa intrisa di mistero.

autoritratto, 1928


Ancora tutte da scoprire le straordinarie illustrazioni scientifiche, metafisiche nella loro assoluta oggettività: serpenti, rocce, cristralli, pipistrelli. Probabilmente nate dalla passione condivisa con il padre per la collezioni di minerali e coleotteri, che il padre li lascerà in eredità raccolte nei volum “Schönheiten der Natur”, Zürich, Rotapfel, 1943.













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