UN PROGETTO DI ALFREDO ACCATINO

Viaggio non scontato tra artisti e visionari da tutto il mondo, molto lontano dai soliti 50 nomi. Non esisterebbero le avanguardie senza maestri sconosciuti alla massa (ma certo non a musei e collezionisti). E non si sarebbe formata una cultura del contemporaneo senza l’apporto di pittori, scultori, fotografi, designer, scenografi, illustratori, progettisti, che in queste pagine vogliamo riproporre. Immagini e storie del '900 – spesso straordinarie - che rischiavamo di perdere o dimenticare.


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sabato 12 dicembre 2015

COSA GLI SARA' PASSATO PER LA TESTA? GLI ELMETTI DI ALLUMINIO DEI LAVORATORI DELLE PIATTAFORME

Provateci voi a passare mesi, anni, su una piattaforma petrolifera in mezzo al nulla in mezzo a persone che parlano a stento la vostra lingua. Soprattutto quando le leggi di tutela non rendevano ancora obbligatori i periodi di riposo (14 giorni a bordo e 14 giorni a terra). Accade così, nell’area del Pacifico, tra gli anni '60 e gli anni '80, che tra i tecnici, i trivellatori, i manovali addetti alle pompe, per ingannare il tempo, scoppiasse la moda di intagliare i caschi in alluminio in dotazione. 




Lavorazioni all’inizio semplici (le più ricercate, oggi, dai collezionisti), un po’ naives, che, mano a mano, iniziarono ad arricchirsi del nome del proprietario e a complicarsi nelle fantase geometriche e figurative, sino a divenire una vera e propria espressione d’arte, come nella famosa serie prodotta per la Mc Donald Oil.

Così, qualcuno, per farsi bello, iniziò a commissionarle all’esterno, ai migliori artigiani di Java Indonesia, Malaysia, Medio Oriente. Una tecnica che usava smerigliatrici a sabbia, mano, martelletti e scalpello. E tanta fantasia.





Negli anni ’90, le norme di sicurezza misero questo tipo di caschi fuori norma, sancendo la fine di una forma espressiva, molto simile a quella della decorazione delle zanne di tricheco, denti di capodoglio e costole di balena che venivano incise dai balenieri dell’800.

Oggi gli elmetti vengono prodotti, sempre a mano, solo come souvenir in Indonesia e nel sud est asiatico. Ma, come sempre accade, non è più la stessa cosa. 



 
dente di capodoglio, 1830 c.a.

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