UN PROGETTO DI ALFREDO ACCATINO

Attenzione! Queste pagine non contengono opere di Modigliani, Picasso o di uno degli altri 50 straordinari autori, sempre e solo loro, che danno il titolo a mostre-evento. L’arte è qualcosa di più complesso della semplice divulgazione di massa che, nel tempo, ha trasformato gli artisti in prodotti, facili da comprendere e da consumare.
Non esisterebbero le avanguardie storiche senza maestri sconosciuti alla massa (ma certo non a musei e collezionisti). E non si sarebbe formata una cultura del ‘900 senza l’apporto di fotografi, designer, scenografi, illustratori, progettisti, costumisti, visualizer, che in queste pagine vogliamo riproporre. Perché, se non avessero operato maestri come Malevic, Exter, Scheiber, Itten, De La Fresnaye, Jawlesky, Rietveld, Schad, Dexel, o personaggi trasversali e imprevedibili come Galantara, Codognato, Seltenhammer, Vertes, Copi, Topor (chissà quanti di voi li conoscono?), o autori italiani come Chiattone, Wildt, Cagnaccio di San Pietro, Thayaht, Donghi, Melli, Crippa, Gnoli, Pascali, non sarebbe proprio esistita l’arte contemporanea. E forse, non saremmo esistiti neanche noi.

P.S. Segueteci anche ogni mese su ARTeDOSSIER

sabato 12 dicembre 2015

COSA GLI SARA' PASSATO PER LA TESTA? GLI ELMETTI DI ALLUMINIO DEI LAVORATORI DELLE PIATTAFORME

Provateci voi a passare mesi, anni, su una piattaforma petrolifera in mezzo al nulla in mezzo a persone che parlano a stento la vostra lingua. Soprattutto quando le leggi di tutela non rendevano ancora obbligatori i periodi di riposo (14 giorni a bordo e 14 giorni a terra). Accade così, nell’area del Pacifico, tra gli anni '60 e gli anni '80, che tra i tecnici, i trivellatori, i manovali addetti alle pompe, per ingannare il tempo, scoppiasse la moda di intagliare i caschi in alluminio in dotazione. 




Lavorazioni all’inizio semplici (le più ricercate, oggi, dai collezionisti), un po’ naives, che, mano a mano, iniziarono ad arricchirsi del nome del proprietario e a complicarsi nelle fantase geometriche e figurative, sino a divenire una vera e propria espressione d’arte, come nella famosa serie prodotta per la Mc Donald Oil.

Così, qualcuno, per farsi bello, iniziò a commissionarle all’esterno, ai migliori artigiani di Java Indonesia, Malaysia, Medio Oriente. Una tecnica che usava smerigliatrici a sabbia, mano, martelletti e scalpello. E tanta fantasia.





Negli anni ’90, le norme di sicurezza misero questo tipo di caschi fuori norma, sancendo la fine di una forma espressiva, molto simile a quella della decorazione delle zanne di tricheco, denti di capodoglio e costole di balena che venivano incise dai balenieri dell’800.

Oggi gli elmetti vengono prodotti, sempre a mano, solo come souvenir in Indonesia e nel sud est asiatico. Ma, come sempre accade, non è più la stessa cosa. 



 
dente di capodoglio, 1830 c.a.

Nessun commento:

Posta un commento