Un progetto di Alfredo Accatino

Attenzione! Queste pagine non contengono opere di Modigliani, Picasso o di uno degli altri 50 straordinari autori, sempre e solo loro, che danno il titolo a mostre-evento. L’arte è qualcosa di più complesso della semplice divulgazione di massa che, nel tempo, ha finito per trasformare gli artisti in prodotti, che devono essere facili da comprendere e da consumare.
Non esisterebbero le avanguardie storiche senza maestri sconosciuti alla massa (ma certo non a musei e collezionisti). E non si sarebbe formata una cultura del ‘900 senza l’apporto di fotografi, designer, scenografi, illustratori, progettisti, costumisti, visualizer, che in queste pagine vogliamo riproporre. Perché, se non avessero operato maestri come Malevic, Exter, Scheiber, Itten, De La Fresnaye, Jawlesky, Rietveld, Schad, Dexel, Brauner, o personaggi trasversali e imprevedibili come Galantara, Codognato, Seltenhammer, Vertes, Copi, Topor (chissà quanti di voi li conoscono?), o autori italiani come Chiattone, Wildt, Cagnaccio di San Pietro, Thayaht, Donghi, Melli, Crippa, Gnoli, Pascali, non sarebbe proprio esistita l’arte contemporanea. E forse, non saremmo esistiti neanche noi.

P.S. Segueteci anche ogni mese su ARTeDOSSIER

martedì 29 dicembre 2015

LOUIS DUFFY. IL PITTORE FANTASMA CHE DIPINSE LE MACERIE E GLI UOMINI DELLE MACERIE

 
Casuality N.1
Il Blitz, come lo chiamano i londinesi, è quel maledetto periodo di otto mesi - dal 7 settembre del 1940 al 6 maggio del 1941 - nel quale la capitale inglese fu sotto i bombardamenti nazisti per 57 notti. 
Ci furono 20.000 morti e 1,4 milioni di sfollati.
Le squadre di soccorso e pronto intervento dell’antiaerea sono quindi, purtroppo, una visione tragicamente comune a Londra e nelle altre grandi città della Gran Bretagna. Le squadre di volontari e manovali civili indossano tute e portano caschi d’acciaio contrassegnati con una caratteristica 'W' per custode e 'R' per salvataggio. Hanno lavorato notte e giorno, rendendo i siti strutturalmente sicuri prima di passare al setaccio alla ricerca dei resti e dei sopravvissuti. Questo è il tema di partenza di Casualty n. 1 uno straordinario e potente quadro di Louis Duffy.
Il problema è che nessuno sa chi sia Louis Duffy.

Christ driving out the money changers c.1940  122.4 x 152.9 cm


Un'altra opera, apparsa in asta da Sotheby's elencava Duffy semplicemente come pittore del 20° secolo. La composizione di questo secondo dipinto, una revisitazione contemporanea di una narrazione del Nuovo Testamento, è davvero inquietante: Cristo scaccia i cambiavalute, 1940 (Christ driving out the money changers) ora alla National Gallery of Victoria, Melbourne

Un’impressionante e grande tela, che misura più di un metro per un metro e mezzo. Mostra sedici uomini vestiti in giacca e cravatta. Il Tempio è stato tramutato in un cimitero, e i cambiavalute si sono incarnati in trafficanti di armi, che lucrano sulle tombe dei morti. La forza del quadro, reale, quanto allegorico, politico, etico, lo pongono come una delle più importanti opere della pittura inglese di quel decennio.

L’attenzione ha portato allora a ricercare le sue tele e a rivedere i passaggi di opere di guerra, o di paesaggi urbani passati in vecchie aste, o in quadri non firmati. Sono state così raccolte una selezione di opere tutte di grandissima qualità. Ma anche tele commerciali e pannelli privi di interesse, realizzate probabilmente per sbarcare il lunario.
La didascalia assegnata a uno dei suoi soggetti recita ”questa opera, dipinta da un artista impiegato su camouflage, mostra con realismo forte i danni degli attacchi aerei alla popolazione”. 
Questo ha aperto un possibile squarcio sulla verità. Durante la seconda guerra mondiale la WAAC, realtà ministeriale, impiegò infatti trentasette artisti tempo pieno, invitando anche altri civili a presentare le proprio opere realizzate sul tema. 246 artisti il ​​cui lavoro venne acquisito per la Gran Bretagna proprio in questo modo, tra cui, 5 tele di Louis Duffy, risalendo persino al carteggio con il quale egli vende per pochi sterline i quadri. Più interessato al significato civile più che all’opportunità commerciale-
Dopo la conclusione delle ostilità, il WAAC disperse queste patrimonio. In questo modo, alla fine del 1940, tre dipinti di Louis Duffy sono stati assegnati per l'Imperial War Museum (Camouflage, 1943, Caseggiato in qualche parte in Inghilterra, e L'ingresso in fabbrica, 1943). Un quarto dipinto è stato depositato presso Aftermath e un quinto lavoro, inviato in Nuova Zelanda, è finito in Galleria d'Arte di Wellington e successivamente Te Papa Tongarewa (Casualty n. 1). 
Mentre i dettagli di carriera Duffy rimangono ancora oscuri, la sua vita può essere scarsamente ricostruita. La sua corrispondenza con il WAAC conferma la sua residenza a Leamington Spa, Warwickshire. E' elencato come pittore, scenografo, decoratore murale, mosaicista e “craftsman”. Dopo la guerra Louis Duffy evidentemente continua a dipingere quadri da cavalletto, come la piazza del mercato, Nizza. Per guadagnarsi da vivere, però, sembra aver insegnato arte e aver lavorato sempre nel mondo dei musei. Dal 1950 ha dipinto murales per il Museo delle Scienze di Londra, South Kensington - recentemente messi in rete - e ha lavorato su diorami e modelli per molti dei servizi del museo. E su un progetto di decorazione che non avrebbe mai visto luce.
 
A block-house somewhere in England 1943
Imperial War Museum, London

Dati che oggi portano all'identificazione dell'artista con Louis Charles Duffy morto a Eastbourne nel marzo 1998, all'età di ottantanove anni, fornendo date vita per la nostra artista del 1908-1998.

Louis Duffy avrebbe avuto quindi trentun anni allo scoppio della Seconda Guerra Mondiale, e settantaquattro anni di età al momento della sua ultima opera documentata. Anche dal letame, a volte, nascono fiori.







Nessun commento:

Posta un commento