Un progetto di Alfredo Accatino

Attenzione! Queste pagine non contengono opere di Modigliani, Picasso o di uno degli altri 50 straordinari autori, sempre e solo loro, che danno il titolo a mostre-evento. L’arte è qualcosa di più complesso della semplice divulgazione di massa che, nel tempo, ha finito per trasformare gli artisti in prodotti, che devono essere facili da comprendere e da consumare.
Non esisterebbero le avanguardie storiche senza maestri sconosciuti alla massa (ma certo non a musei e collezionisti). E non si sarebbe formata una cultura del ‘900 senza l’apporto di fotografi, designer, scenografi, illustratori, progettisti, costumisti, visualizer, che in queste pagine vogliamo riproporre. Perché, se non avessero operato maestri come Malevic, Exter, Scheiber, Itten, De La Fresnaye, Jawlesky, Rietveld, Schad, Dexel, Brauner, o personaggi trasversali e imprevedibili come Galantara, Codognato, Seltenhammer, Vertes, Copi, Topor (chissà quanti di voi li conoscono?), o autori italiani come Chiattone, Wildt, Cagnaccio di San Pietro, Thayaht, Donghi, Melli, Crippa, Gnoli, Pascali, non sarebbe proprio esistita l’arte contemporanea. E forse, non saremmo esistiti neanche noi.

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domenica 13 dicembre 2015

Walter Jacob. punto.



Questo quadro, realizzato nel 1920, è stato venduto in asta a 43.000 dollari. Io direi poco. Rappresenta se stesso in veste di travestito, o di donna. Nella foto sotto, come si era presentato solo quattro anni prima, nei panni di baldo ufficiale idealizzato. Ma il suo non è un coming out, è un grido di sofferenza.

Walter Jacob  autoritratto come travestito, 1920. 


Walter Jacob (1893 – 1964), appartiene alla seconda generazione di espressionisti tedeschi. Dopo quattro anni al fronte (1914-1919), intervallati da un periodo di convalescenza per ferite, torna a studiare e a dipingere e trascorre alcuni anni di vita bohemienne, anche per esorcizzare gli orrori della guerra, accettando i lavori grafici che riesce a trovare, che realizza spesso senza firmare.
Figlio di un artista, inizia a disegnare da giovanissimo, e continua a farlo perché non si può permettere tele e colori, tanto che le sue opere sono soprattutto realizzati con mine e matite. Vive a Berlino gli anni dell’espressionismo, per poi ricercare la solitudine sul Mare del Nord dell'isola Hallig Hooge, una delle isole Frisone Settentrionali di 72 abitanti, e poi in Alta Baviera, il Lausitz, Svizzera, Austria e Jugoslavia, a Monaco, e infine a Hindelang. 
Avrà una vita segnata dalle difficoltà economiche croniche e da crisi depressive.


oge
Giuditta e Oloferne, 1921
L'isola di Hooge






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