Un progetto di Alfredo Accatino

Attenzione! Queste pagine non contengono opere di Modigliani, Picasso o di uno degli altri 50 straordinari autori, sempre e solo loro, che danno il titolo a mostre-evento. L’arte è qualcosa di più complesso della semplice divulgazione di massa che, nel tempo, ha finito per trasformare gli artisti in prodotti, che devono essere facili da comprendere e da consumare.
Non esisterebbero le avanguardie storiche senza maestri sconosciuti alla massa (ma certo non a musei e collezionisti). E non si sarebbe formata una cultura del ‘900 senza l’apporto di fotografi, designer, scenografi, illustratori, progettisti, costumisti, visualizer, che in queste pagine vogliamo riproporre. Perché, se non avessero operato maestri come Malevic, Exter, Scheiber, Itten, De La Fresnaye, Jawlesky, Rietveld, Schad, Dexel, Brauner, o personaggi trasversali e imprevedibili come Galantara, Codognato, Seltenhammer, Vertes, Copi, Topor (chissà quanti di voi li conoscono?), o autori italiani come Chiattone, Wildt, Cagnaccio di San Pietro, Thayaht, Donghi, Melli, Crippa, Gnoli, Pascali, non sarebbe proprio esistita l’arte contemporanea. E forse, non saremmo esistiti neanche noi.

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sabato 8 gennaio 2011

PETER ALMA. IL COMUNISTA CON UN TOCCO DI DE STIJL.

 
Mondrian, Van Doesburg, Rietveld. 
Tre grandi maestri ai quali spesso si evita di accostare altri nomi eccellenti, come  quelli di Max Bill, Amedee Georges Vantongerloo e, appunto, Peter Alma. Artisti capaci di creare l’humus culturale e il confronto dialettico fondamentale per lo sviluppo di un fenomeno complesso come il movimento De Stjil.
Peter Amstel Alma (Indie Orientali Olandesi, 1886 - Amsterdam, 1969) è stato infatti un artista olandese, per alcuni anni collegato al movimento del Neoplasticismo, attivo nel partito comunista e nelle lotte del movimento operaio nel periodo compreso tra le due guerre mondiali.
Il percorso di studio inizia in Olanda presso l’Accademia di Belle Arti de L’Aia (1904-1906) per poi proseguire a Parigi l’Accademie Humbert (1907-1914) dove stringe amicizia con i pittori Fernand Léger, Henri Le Fauconnier e Piet Mondrian, aderendo alla fine del 1914 al neoplasticismo.
La sua militanza politica e il divorzio dall’amatissima moglie Brecht Willemse gli farà vivere dalla fine degli anni ’30 momenti di grande sofferenza che influenzeranno la sua pittura, sempre sospesa tra figurativo e astrattismo.
Alcuni suoi murales possono essere visualizzati nella Stazione Amstel dopo che la demolizione della vecchia piscina in Marnixstraat ha costretto a far spostare nella nuova location l’importante ciclo pittorico. Morirà ad Amsterdam a 83 anni. 

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