UN PROGETTO DI ALFREDO ACCATINO

Viaggio non scontato tra artisti e visionari da tutto il mondo, molto lontano dai soliti 50 nomi. Non esisterebbero le avanguardie senza maestri sconosciuti alla massa (ma certo non a musei e collezionisti). E non si sarebbe formata una cultura del contemporaneo senza l’apporto di pittori, scultori, fotografi, designer, scenografi, illustratori, progettisti, che in queste pagine vogliamo riproporre. Immagini e storie del '900 – spesso straordinarie - che rischiavamo di perdere o dimenticare.


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mercoledì 26 dicembre 2018

SORRIDI, STAI PER ENTRARE NEL MITO. 5000 lire per un sorriso.

Un sorriso e tutto è possibile, la ricchezza, la fama, la felicità.
Non è un sogno, il concorso “5000 lire per un sorriso” che elesse dal 1939 al 1941 la ragazza più bella d'Italia, quella che tutti avrebbe voluto sposare.
Una idea così semplice e “casta” da fare paura, nata dal connubio fra un artista e pubblicitario Dino Villani (l’inventore del brand e della immagine della Motta) e Cesare Zavattini (scrittore e sceneggiatore) per sponsorizzare una marca di dentifricio nata da una costola della Carlo Erba. Non si sfila in passerella, basta inviare la foto di un sorriso per vincere 5000 lire in titoli (poco meno di 5000 euro), e poi un corredo, una pelliccia, una cucina a gas, un soggiorno di due settimane per due persone presso il Grande Albergo di Cattolica, un lampadario di Murano, un impermeabile di lusso e 6 paia di calze di seta…





Un’idea promozionale fenomenale, forse mai più eguagliata per penetrazione e gradimento. Il sorriso diventa quindi icona e specchio dell’anima in una interessante analisi antropologica. Tutte volevano partecipare. Tutti le desideravano Lo scoppio del conflitto bellico con i suoi bombardamenti segnò la fine del concorso, che terminò nel 1941 durando solo tre anni. Dopo l'interruzione di tre anni, dal 1942 al 1944 dovuta alla Seconda guerra mondiale, il concorso riprese nel 1946 adottando il nome attuale di "Miss Italia". Ma questa, è un’altra storia.


Dino Villani, uno dei padri della pubbliità
Cesare Zavattini
  

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