Un progetto di Alfredo Accatino

Attenzione! Queste pagine non contengono opere di Modigliani, Picasso o di uno degli altri 50 straordinari autori, sempre e solo loro, che danno il titolo a mostre-evento. L’arte è qualcosa di più complesso della semplice divulgazione di massa che, nel tempo, ha finito per trasformare gli artisti in prodotti, che devono essere facili da comprendere e da consumare.
Non esisterebbero le avanguardie storiche senza maestri sconosciuti alla massa (ma certo non a musei e collezionisti). E non si sarebbe formata una cultura del ‘900 senza l’apporto di fotografi, designer, scenografi, illustratori, progettisti, costumisti, visualizer, che in queste pagine vogliamo riproporre. Perché, se non avessero operato maestri come Malevic, Exter, Scheiber, Itten, De La Fresnaye, Jawlesky, Rietveld, Schad, Dexel, Brauner, o personaggi trasversali e imprevedibili come Galantara, Codognato, Seltenhammer, Vertes, Copi, Topor (chissà quanti di voi li conoscono?), o autori italiani come Chiattone, Wildt, Cagnaccio di San Pietro, Thayaht, Donghi, Melli, Crippa, Gnoli, Pascali, non sarebbe proprio esistita l’arte contemporanea. E forse, non saremmo esistiti neanche noi.

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domenica 5 marzo 2017

NON E’ REALE. E’ PIERRE ROY.


Pitoni che si muovono sinistramente nelle scale di un condominio. Che ritornano in ritagli di carta, insieme a ruote di carro, poste in maniera incongrua in scenari che sembrano “fotografati” in maniera analitica. Reali, eppure totalmente improbabili.


Surrealista, ma esterno al movimento, nel 1913, grazie ad Alberto Savinio, conobbe e divenne rapidamente amico di suo fratello, Giorgio De Chirico, che lo presentò a sua volta ad André Breton, Louis Aragon, Max Ernst e gli altri surrealisti. Tanto che il suo lavoro viene incluso nella prima mostra collettiva di pittura surrealista alla Galerie Pierre nel 1925.
L’insolito, quello che lui chiama "Mystère onirique", è la chiave che caratterizza il suo lavoro, che rappresenta, nei minimi dettagli. Scene riconoscibili e oggetti presi fuori dal loro contesto naturale, distorti e combinati in modalità fantastica, come potrebbero essere nei sogni. Pierre Roy è particolarmente apprezzato negli Stati Uniti, dove spesso espone i suoi quadri, anche nel Museo della mostra storica di arte moderna Fantastic Art, Dada, Surrealism del 1936.

Pierre Roy (1880-1950) è un pittore francese, illustratore e designer. Uno dei surrealisti più originali, nipote del famoso scrittore francese Jules Vernes, Roy può essere considerato un padre del realismo magico.


Dopo aver lavorato per breve tempo nello studio di un architetto a Nantes, si trasferisce a Parigi e si iscrive presso l'Ecole Nationale des Beaux-Arts, che però non lo soddisfa. Lavora poi su progetti per l'Esposizione Universale del 1900 prima di entrare nel Ecoles des Langues Orientales per imparare il greco e il giapponese (alla fine parlerà sei lingue).
Nel 1900/3 ha studiato presso l'Ecole des Arts Décoratifs sotto Eugène-Samuel Grasset e poi, presso l'Académie Julian sotto Jean-Paul Laurens. Espone nel 1906 al Salon de la Société Nationale des Beaux-Arts e nel 1907 e il 1908 al Salon des Indépendants. Nel 1910 Roy entra in contatto con il Fauves e il cerchio di scrittori intorno a loro, come Max Jacob e Guillaume Apollinaire.

Nel 1933, Roy è stato nominato pittore ufficiale della marina francese. Ha progettato numerose scenografie per il teatro (Théâtre des Champs-Elysées) e per il balletto (Covent Garden). Celebre la sua collaborazione con la rivista Vogue. Ha esposto regolarmente fino alla sua morte, avvenuta a Milano nel 1950.





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