Un progetto di Alfredo Accatino

Attenzione! Queste pagine non contengono opere di Modigliani, Picasso o di uno degli altri 50 straordinari autori, sempre e solo loro, che danno il titolo a mostre-evento. L’arte è qualcosa di più complesso della semplice divulgazione di massa che, nel tempo, ha finito per trasformare gli artisti in prodotti, che devono essere facili da comprendere e da consumare.
Non esisterebbero le avanguardie storiche senza maestri sconosciuti alla massa (ma certo non a musei e collezionisti). E non si sarebbe formata una cultura del ‘900 senza l’apporto di fotografi, designer, scenografi, illustratori, progettisti, costumisti, visualizer, che in queste pagine vogliamo riproporre. Perché, se non avessero operato maestri come Malevic, Exter, Scheiber, Itten, De La Fresnaye, Jawlesky, Rietveld, Schad, Dexel, Brauner, o personaggi trasversali e imprevedibili come Galantara, Codognato, Seltenhammer, Vertes, Copi, Topor (chissà quanti di voi li conoscono?), o autori italiani come Chiattone, Wildt, Cagnaccio di San Pietro, Thayaht, Donghi, Melli, Crippa, Gnoli, Pascali, non sarebbe proprio esistita l’arte contemporanea. E forse, non saremmo esistiti neanche noi.

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venerdì 3 marzo 2017

ARMAND HENRION. IL SOLITO PAGLIACCIO.

Di Armand Henrion si sa molto poco. Si sa che è nato a Liege, Belgio, nel 1875 ed è morto a Parigi nel 1958.
Si ignora se abbia studiato arte, non si sa poi, perché dalla fine degli anni '20, fa l'illustratore e il ritrattista, e inizia a rappresentarsi esclusivamente, in autoritratto, come un clown bianco in ogni tipo di espressione o smorfia. 200 autoritratti. Una produzione che, probabilmente fa incontrare la psicosi con una richiesta del mercato, e che lo porta a produrre incisioni e pubblicità










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