UN PROGETTO DI ALFREDO ACCATINO

Un viaggio non scontato tra artisti, visionari e designer da tutto il mondo, molto lontano dai soliti 50 nomi. Non esisterebbero le avanguardie storiche senza maestri sconosciuti alla massa (ma certo non a musei e collezionisti). E non si sarebbe formata una cultura del ‘900 e del contemporaneo senza l’apporto di pittori, scultori, fotografi, designer, scenografi, illustratori, progettisti, costumisti, visualizer, che in queste pagine vogliamo riproporre. Immagini e storie – spesso straordinarie - che rischiavamo di perdere o dimenticare.


Seguiteci anche ogni mese su ARTeDOSSIER
https://www.facebook.com/museoimmaginario.museoimmaginario

https://www.facebook.com/Il-Museo-Immaginario-di-Allfredo-Accatino-487467594604391/




venerdì 10 marzo 2017

DALLA RUSSIA PER AMORE – BORIS BILINSKIJ


Un genio questo Boris Bilinsky (come viene a volte scritto), nato il 21 settembre 1900 a Bendery (Russia) per morire a soli 47 anni a Catania, nel 1948.
Ci era giunto per amore, quando a 36 anni incontra una ragazza che ha la metà dei suoi anni e perde la testa. Lei è la figlia di un noto medico catanese. Ovviamente la famiglia rimane frastornata, appare troppa la differenza d’età, ma l’intelligenza e il talento di Boris li conquistano. In fondo è stato proprio lui a disegnare i manifesti di Metropolis di Fritz Lang, il più famoso film del tempo, divenuto uno delle icone del ‘900 tanto da raggiungere oggi tra i collezionisti cifre da capogiro che porta ancora più avanti il processo visivo, diventando precursore della street art e della pop art.



Nel 1920, a vent'anni, fugge dalla Russia a causa della Rivoluzione e si stabilisce a Berlino dove lavorò per diversi teatri per poi sbarcare a Parigi. Nel clima turbolento della città francese frequenta gli esuli russi come lui, iniziando a realizzare le scenografie per balletti, e quindi per il cinema.          



 
Con la moglie Franca si stabilisce in Italia, anche se continua a viaggiare e lavorare in tutta Europa, passando dal cinema muto al cinema sonoro.
Alla scoppio della guerra, non può più far rientro in Francia e inizia a collaborare con il Massimo di Catania e con il Cinema. Morirà e verrà sepolto nel Cimitero monumentale di Catania.

In lui avviene una sintesi estrema tra cultura delle avanguardie, cultura europea, tra cinema e balletto, realizzando opere che esprimono il senso pieno di quei straordinari anni.
Sarebbe bello e giusto se Catania gli dedicasse una grande mostra.





La tomba di Boris a Catania nella zona monumentale

Nessun commento:

Posta un commento