Un progetto di Alfredo Accatino

Attenzione! Queste pagine non contengono opere di Modigliani, Picasso o di uno degli altri 50 straordinari autori, sempre e solo loro, che danno il titolo a mostre-evento. L’arte è qualcosa di più complesso della semplice divulgazione di massa che, nel tempo, ha finito per trasformare gli artisti in prodotti, che devono essere facili da comprendere e da consumare.
Non esisterebbero le avanguardie storiche senza maestri sconosciuti alla massa (ma certo non a musei e collezionisti). E non si sarebbe formata una cultura del ‘900 senza l’apporto di fotografi, designer, scenografi, illustratori, progettisti, costumisti, visualizer, che in queste pagine vogliamo riproporre. Perché, se non avessero operato maestri come Malevic, Exter, Scheiber, Itten, De La Fresnaye, Jawlesky, Rietveld, Schad, Dexel, Brauner, o personaggi trasversali e imprevedibili come Galantara, Codognato, Seltenhammer, Vertes, Copi, Topor (chissà quanti di voi li conoscono?), o autori italiani come Chiattone, Wildt, Cagnaccio di San Pietro, Thayaht, Donghi, Melli, Crippa, Gnoli, Pascali, non sarebbe proprio esistita l’arte contemporanea. E forse, non saremmo esistiti neanche noi.

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martedì 25 ottobre 2016

PAUL VAN OSTAIJEN, UNO DEI PRIMI POETI VISIVI NORD EUROPEI.



Paul van Ostaijen (Anversa, 1896 – Miavoye-Anthée, 1928), soprannominato "Mr.1830", camminava come un dandy, si vestiva come un dandy, ma non era un fancazzista come tanti che fingevano al tempo di essere dandy. Era uno scrittore, poeta e visual artist, caratterizzato da uno stile molto personale, che lo ha reso il maggiore esponente letterario delle avanguardie nelle Fiandre.
Influenzato nelle sue composizioni letterarie dal Futurismo, dall’Espressionismo, dal Dadaismo e infine dal Surrealismo, ha infatti sempre mantenuto uno stile personale e riconoscibile.

Attivo sostenitore dell'indipendenza fiamminga durante la prima guerra mondiale, fu costretto a fuggire a Berlino per evitare l’arresto. In questa città caotica e bulimica, uno dei centri Dada, iniziò a comporre poemi visivi, incrociando poesia e forma, immaginando di poter declinare parole e musica, giocando sul parallelismo tra lezioni di piano e commozione letteraria, intesa come potrebbero essere intese le variazioni di un piano.



Dopo una grave crisi psichica tornò in Belgio, dove aprì a Bruxelles una galleria d'arte. Ricoverato in casa di cura nelle Ardenne valloni per un aggravamento della Tubercolosi, morì nel 1928 in un sanatorio a 34 anni prima che il suo primo volume venisse pubblicato.


 
loris Jespers, Paul van Ostaijen, 1928

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