Un progetto di Alfredo Accatino

Attenzione! Queste pagine non contengono opere di Modigliani, Picasso o di uno degli altri 50 straordinari autori, sempre e solo loro, che danno il titolo a mostre-evento. L’arte è qualcosa di più complesso della semplice divulgazione di massa che, nel tempo, ha finito per trasformare gli artisti in prodotti, che devono essere facili da comprendere e da consumare.
Non esisterebbero le avanguardie storiche senza maestri sconosciuti alla massa (ma certo non a musei e collezionisti). E non si sarebbe formata una cultura del ‘900 senza l’apporto di fotografi, designer, scenografi, illustratori, progettisti, costumisti, visualizer, che in queste pagine vogliamo riproporre. Perché, se non avessero operato maestri come Malevic, Exter, Scheiber, Itten, De La Fresnaye, Jawlesky, Rietveld, Schad, Dexel, Brauner, o personaggi trasversali e imprevedibili come Galantara, Codognato, Seltenhammer, Vertes, Copi, Topor (chissà quanti di voi li conoscono?), o autori italiani come Chiattone, Wildt, Cagnaccio di San Pietro, Thayaht, Donghi, Melli, Crippa, Gnoli, Pascali, non sarebbe proprio esistita l’arte contemporanea. E forse, non saremmo esistiti neanche noi.

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mercoledì 26 ottobre 2016

GUGLIELMO JANNI IL NIPOTE DEL BELLI

Autoritratto
-->Nella pittura di Janni c’è un impeto sorvegliato da tanta grazia […]. Tutto ha ritrovato un ordine e un peso: lo spazio, l’articolarsi espressivo del colore, gli effetti persuasivi della costruzione, la dignità delle figure, la giustezza dei rapporti. Un senso profondo di misura è rinato […].
G. Ungaretti, presentazione della mostra, Guglielmo Janni, Roma Galleria della Cometa, 1935



Guglielmo Janni (Roma, 1892 – Roma, 1958) è stato un pittore italiano e letterato, esponente della Scuola Romana.  Figlio di famiglia romana illustre, nipote del rinomato poeta Giuseppe Gioachino Belli, l'artista sarà molto influenzato dall'eredità letteraria del bisnonno. Nel 1921 è presente alla I Biennale romana e verso il 1924 viene chiamato dal suo maestro a decorare la sede centrale della Banca d'Italia, dove dipinge un murale sulla Storia della moneta italiana. Diventa amico di Alberto Ziveri, viene elogiato da Roberto Longhi e partecipala alla Biennale di Venezia.
 
Dopo aver visitato l'Esposizione Universale di Parigi con Alberto Ziveri nel 1937, entra in crisi esistenziale, rinuncia completamente alla pittura e si dedica solo allo studio di scritti inediti del bisnonno Giuseppe Gioachino Belli, raccolti nella biblioteca di famiglia. Janni morirà mentre stava lavorando alla terza stesura di una monumentale biografia del poeta romano, che aveva raggiunto la dimensione di dieci volumi dattiloscritti, che fu pubblicata postuma nel 1967. 


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