UN PROGETTO DI ALFREDO ACCATINO

Attenzione! Queste pagine non contengono opere di Modigliani, Picasso o di uno degli altri 50 straordinari autori, sempre e solo loro, che danno il titolo a mostre-evento. L’arte è qualcosa di più complesso della semplice divulgazione di massa che, nel tempo, ha trasformato gli artisti in prodotti, facili da comprendere e da consumare.
Non esisterebbero le avanguardie storiche senza maestri sconosciuti alla massa (ma certo non a musei e collezionisti). E non si sarebbe formata una cultura del ‘900 senza l’apporto di fotografi, designer, scenografi, illustratori, progettisti, costumisti, visualizer, che in queste pagine vogliamo riproporre. Perché, se non avessero operato maestri come Malevic, Exter, Scheiber, Itten, De La Fresnaye, Jawlesky, Rietveld, Schad, Dexel, o personaggi trasversali e imprevedibili come Galantara, Codognato, Seltenhammer, Vertes, Copi, Topor (chissà quanti di voi li conoscono?), o autori italiani come Chiattone, Wildt, Cagnaccio di San Pietro, Thayaht, Donghi, Melli, Crippa, Gnoli, Pascali, non sarebbe proprio esistita l’arte contemporanea. E forse, non saremmo esistiti neanche noi.

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martedì 4 settembre 2012

IL FUTURISMO VISTO DAI CONTEMPORANEI


L'umanità ha bisogno del sublime. 
Il sublime del sublime è l'arte. 
Il sublime dell'arte è l'avanguardia. 
Roland Topor

Tutte le cose che sono veramente grandi, 
a prima vista, sembrano impossibili.
Friederich Nietzsche


Due straordinarie e ormai introvabili 4° di copertina de Il Travaso delle Idee che abbiamo scoperto in una libreria antiquaria,  che ci piace ora condividere con voi. Sono del Marzo e del Maggio del 1934 e ironizzano sul Futurismo, su quei "matti" dei suoi aderenti. Quella dedicata a Marinetti, è una illustrazione di Jonni, una delle matite storiche della testata, l'altra è di Enrico de Seta.
Un esempio, tutto da analizzare su come i pregiudizi conducano spesso al riso, senza passare prima dalla comprensione. E di come le rivoluzioni inizino spesso con un grido, per concludersi quasi sempre con uno sbadiglio.

Prima tavola. Al centro, nel dettaglio, Marinetti e Cangiullo, pronti a ricevere (ma ancora il Travaso non lo sa) il consenso della Biennale di Venezia del 1934, che li sdoganerà ufficialmente, eleggendoli maestri. Marinetti è già stato nominato "Accademico d'Italia". Manca poco perché scoppi tutto.






La seconda "le risorse del pittore futurista" ironizza invece sulla pittura stessa, e sul secondo futurismo, che ormai macina temi che appaiono un po' stanchi. Così, basta girare il quadro, mettergli un titolo furbo, per ingannare i critici e il pubblico, sempre in cerca di novità.
Un soggetto in fondo "passatista", fatto da una rivista, al contrario di grande modernità e sfrontatezza. Ma si sa, siamo sempre vittime della contraddizioni...



Sin dall'antichità si nasce incendiari. 
Ma si muore pompieri. 
Umberto Eco 

Interessante è comunque il fatto che l'arte era al tempo argomento condiviso, argomento di conversazione nel quale dividersi in fazioni. Sempre con quel velo di critica verso il modernismo, che oggi fa sorridere. Come in queste altre due pagine de Il Travaso. Contro il cubismo (aprile 1930) e contro il modernismo (Gennaio del 1921) in occasione della Quadriennale di Roma.



Original magazine illustration by Charles Hughes, circa 1930.
futurismo Giovanni Manca, vignetta, 1909

Umberto Boccioni, vignetta su serata futurista


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