UN PROGETTO DI ALFREDO ACCATINO

Un viaggio non scontato tra artisti, visionari e designer da tutto il mondo, molto lontano dai soliti 50 nomi. Non esisterebbero le avanguardie storiche senza maestri sconosciuti alla massa (ma certo non a musei e collezionisti). E non si sarebbe formata una cultura del ‘900 e del contemporaneo senza l’apporto di pittori, scultori, fotografi, designer, scenografi, illustratori, progettisti, costumisti, visualizer, che in queste pagine vogliamo riproporre. Immagini e storie – spesso straordinarie - che rischiavamo di perdere o dimenticare.


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sabato 29 aprile 2017

NAPUL'E'.

Thomas Jones il gallese pazzo per Napoli, che a Napoli diventa metafisico. Quando? nel 1700 (1778-1781) e crea paesaggi pazzeschi, fatti di niente, che ci ricordano le nostre domeniche estive fa bambino a casa dei nonni.

Uè...famme veré!

Nel mese di settembre 1776 Jones. che ha 34 anni, si imbarca per un viaggio ansiosamente atteso che lo porterà in Italia.  Jones visitò per la prima volta Napoli nel settembre 1778, quando vi si fermò per cinque mesi. Quindi ritornò a Roma per un po', vivendo in un'abitazione nei pressi della scalinata di Trinità dei Monti. Assunse come domestica una vedova danese, Maria Moncke, fuggendo con lei l'anno dopo a Napoli. Questa città, allora la più grande d'Italia, offriva a un artista più opportunità di quante non ne promettesse Roma. Maria partorì due figlie a Napoli, Anna Maria (nel 1780) ed Elizabetha (nel 1781). Avendo saputo della morte del padre nel 1782, Jones, che dopo sei anni trascorsi in Italia avvertiva nostalgia e irrequietezza, si risolse a tornare in Gran Bretagna. Nell'agosto 1783 si mise in viaggio per Londra, con Maria, Anna ed Elizabetha, imbarcati su un brigantino svedese. Giunse a destinazione in novembre solo per trovare molti dei suoi beni distrutti dall'umidità, inclusi tutti i suoi studi di natura dal vivo. Thomas Jones morì di angina pectoris nel 1803. Il suo corpo fu seppellito nella cappella gentilizia a Caebach, Llandrindod Wells. 




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