Un progetto di Alfredo Accatino

Attenzione! Queste pagine non contengono opere di Modigliani, Picasso o di uno degli altri 50 straordinari autori, sempre e solo loro, che danno il titolo a mostre-evento. L’arte è qualcosa di più complesso della semplice divulgazione di massa che, nel tempo, ha finito per trasformare gli artisti in prodotti, che devono essere facili da comprendere e da consumare.
Non esisterebbero le avanguardie storiche senza maestri sconosciuti alla massa (ma certo non a musei e collezionisti). E non si sarebbe formata una cultura del ‘900 senza l’apporto di fotografi, designer, scenografi, illustratori, progettisti, costumisti, visualizer, che in queste pagine vogliamo riproporre. Perché, se non avessero operato maestri come Malevic, Exter, Scheiber, Itten, De La Fresnaye, Jawlesky, Rietveld, Schad, Dexel, Brauner, o personaggi trasversali e imprevedibili come Galantara, Codognato, Seltenhammer, Vertes, Copi, Topor (chissà quanti di voi li conoscono?), o autori italiani come Chiattone, Wildt, Cagnaccio di San Pietro, Thayaht, Donghi, Melli, Crippa, Gnoli, Pascali, non sarebbe proprio esistita l’arte contemporanea. E forse, non saremmo esistiti neanche noi.

P.S. Segueteci anche ogni mese su ARTeDOSSIER

domenica 23 aprile 2017

ARNO' STERN. IL PITTORE COSMOPOLITA.


"Alto. Uno sguardo penetrante ed una fronte larga. Una bocca piena e ben disegnata, il naso aquilino, carnagione scura, capelli lunghi i pettinati all'indietro, sempre vestita in modo elegante e distinto Arno Stern è un aspetto decisamente singolare. "
Barbara Dickchen


Arnò Stern, cosmopolita, per anni “italiano di adozione”, nasce in realtà a Lodz, in Polonia, nel 1888, da una famiglia chassidica di modeste risorse economiche. Riesce comunque a studiare presso l'Accademia di Varsavia e si trasferisce per alcuni mesi a Parigi, dove perfeziona la sua tecnica con il pittore Breton Désiré Lucas. Viaggia quindi in Europa, a Roma, Monaco e a Londra. Nel 1915 a Ginevra conosce una studentessa milanese, Clara Speckel, che sposa nel 1917 per poi trasferirsi con lei in Italia.

Arnò Stern 

Nel 1923, invitato da un polo di avanguardia, si trasferisce a Bruxelles, da solo. Questo periodo bohemien, dove conosce la miseria, vivendo tuttavia il periodo più fecondo della sua vita. Frequenta intellettuali e artisti famosi del belga d'avanguardia e aderisce al movimento Dada, esponendo nel 1935 alla Galerie de La Toison d’Or. Ha un talento innato, e alterna opere più commerciali, di matrice modernista e cubista con opere che esprimono a pieno il clima delle avanguardie.
Lasciata la prima moglie, perde la testa per un’altra italiana Claudia Astrologo, romana, violinista all’Orchestra Nazionale del Belgio, che di fatto, lo mantiene.

La famiglia Stern lascia Bruxelles il 14 maggio 1940 nel buio della guerra e raggiunge il sud della Francia.
Stern viene arrestato durante un raid per le strade di Tolosa e internato in un campo mentre la sua compagna si rifugia a Roma. Gran parte della sua produzione viene dispersa a causa della seconda guerra mondiale.
Si riunirà con Claudia dopo la guerra, ma Arno, che forse ancora rimettersi in moto e girare il mondo,  muore di cancro nel 1949.

 


Ha esposto più volte in Belgio e all'estero, tra gli altri con Permeke e Brusselmans. Per la sua prima retrospettiva, il Museo Ebraico di Belgio ha riunito cinquanta opere provenienti da collezioni di Londra, Tel Aviv, Roma, Torino, Milano, Bruxelles e Anversa






Nessun commento:

Posta un commento