Un progetto di Alfredo Accatino

Attenzione! Queste pagine non contengono opere di Modigliani, Picasso o di uno degli altri 50 straordinari autori, sempre e solo loro, che danno il titolo a mostre-evento. L’arte è qualcosa di più complesso della semplice divulgazione di massa che, nel tempo, ha finito per trasformare gli artisti in prodotti, che devono essere facili da comprendere e da consumare.
Non esisterebbero le avanguardie storiche senza maestri sconosciuti alla massa (ma certo non a musei e collezionisti). E non si sarebbe formata una cultura del ‘900 senza l’apporto di fotografi, designer, scenografi, illustratori, progettisti, costumisti, visualizer, che in queste pagine vogliamo riproporre. Perché, se non avessero operato maestri come Malevic, Exter, Scheiber, Itten, De La Fresnaye, Jawlesky, Rietveld, Schad, Dexel, Brauner, o personaggi trasversali e imprevedibili come Galantara, Codognato, Seltenhammer, Vertes, Copi, Topor (chissà quanti di voi li conoscono?), o autori italiani come Chiattone, Wildt, Cagnaccio di San Pietro, Thayaht, Donghi, Melli, Crippa, Gnoli, Pascali, non sarebbe proprio esistita l’arte contemporanea. E forse, non saremmo esistiti neanche noi.

P.S. Segueteci anche ogni mese su ARTeDOSSIER

mercoledì 1 febbraio 2017

ALFONSO PONCE DE LEÓN. CONOSCO UNO CHE HA RITRATTO LA SUA MORTE

Non credo molto nel trascendente, ma c’è un artista che ha dipinto la sua morte, e non ha sbagliato poi di molto. 
Si chiama Alfonso Ponce de León, è spagnolo, e la sua opera, un autoritratto “Accidente”, è anche il suo quadro più famoso. Lo ha dipinto nel 1936. Del suo lavoro sono rimaste poco più di 20 tele, perché muore pochi mesi dopo, a 30 anni per un regolamento di conti politico nella Guerra di Spagna. E il resto va disperso.


Figlio di Juan Ponce de León e Encina e Guadalupe Fernandez Cabello, nasce a Malaga nel 1906. Nel 1911 si trasferisce con la famiglia a Madrid, e dopo gli studi liceali inizia la sua formazione artistica presso la Scuola di Pittura, Scultura e Incisione della Real Academia de Bellas Artes de San Fernando.

La sua opera può essere inserita nel contesto del realismo magico, definizione coniata nel 1925 dal critico tedesco Franz Roh per definire le correnti europee che ricercano  un realismo capace di leggere la vita al di là dell’apparente.
Nella sua breve vita incontra tutti quelli che contano, stringendo amicizia all’Accademia con Salvador Dalí, Federico Garcia Lorca, e in seguito Luis Buñuel, legandosi agli ambienti d'avanguardia spagnoli, esponendo il suo lavoro nelle Sale degli Artisti Indipendenti di Madrid.

A 24 si trasferisce a Parigi, dove ha trascorre circa sei mesi, interagendo a stretto contatto con Pablo Picasso. Quell'anno 1930 espone alla Mostra di San Sebastian.
Nel 1932 collabora con bozzetti e figurini ad alcuni spettacoli del gruppo teatrale universitario itinerante “La Barraca”, fondato da Garcia Lorca. Realizza illustrazioni per libri e compie le sue prime incursioni nel cinema e partecipa alla importante mostra di artisti spagnoli alla Galleria Fletcheim di Berlino (1932-1933). Avrà una prima e unica mostra personale  presso il Centro de Exposición e Información de la Construcción a Madrid.

Nel 1933 si sposa con Margherita Manso Robledo, che aveva conosciuto ai tempi dell’Accademia, e sposa anche la politica, entrando nella Falange Spagnola, movimento parafascista, del quale il fratello Juan diventa prima esponente e poi comandante militare.
Nel contempo lavora nel cinema, realizzando una serie di manifesti per il movimento pellicola club e fonda l'Unione Spagnola Universitaria (S.E.U.).
Attore e regista, Ponce de Leon, dirige nel 1934 un film per ragazzi e nel 1935 collabora con Edgar Neville nel film Do, Re, Mi, Fa, Sol (vita privata di un tenore).

Al Salone Nazionale di Belle Arti 1936 presenta il suo lavoro più famoso: (Accidente), premonizione del suo immediato futuro. 
Il 20 settembre 1936, subito dopo lo scoppio della Guerra Civile, viene fermato davanti alla porta della sua casa, portato via, poi  ucciso dalla cosiddetta zona rossa. Il suo corpo viene trovato in un fosso, il 29 settembre, sulla strada Vicálvaro.
Anche gli altri uomini nella sua famiglia saranno accomunati da un tragico destino: il 30 settembre vengono uccisi per strada suo padre e suo fratello Guillermo. L’altro fratello Juan sarà fucilato da un plotone di esecuzione il 7 novembre dello stesso anno. Un mese prima della morta di Alfonso, il 19 agosto, anche Federico García Lorca viene fucilato, ma questa volta dai falangisti Due amici che hanno condiviso una sorte drammatica, schierati su fronti opposti. Quante cazzate facciamo.






 



 
Inizio modulo

Nessun commento:

Posta un commento