Un progetto di Alfredo Accatino

Attenzione! Queste pagine non contengono opere di Modigliani, Picasso o di uno degli altri 50 straordinari autori, sempre e solo loro, che danno il titolo a mostre-evento. L’arte è qualcosa di più complesso della semplice divulgazione di massa che, nel tempo, ha finito per trasformare gli artisti in prodotti, che devono essere facili da comprendere e da consumare.
Non esisterebbero le avanguardie storiche senza maestri sconosciuti alla massa (ma certo non a musei e collezionisti). E non si sarebbe formata una cultura del ‘900 senza l’apporto di fotografi, designer, scenografi, illustratori, progettisti, costumisti, visualizer, che in queste pagine vogliamo riproporre. Perché, se non avessero operato maestri come Malevic, Exter, Scheiber, Itten, De La Fresnaye, Jawlesky, Rietveld, Schad, Dexel, Brauner, o personaggi trasversali e imprevedibili come Galantara, Codognato, Seltenhammer, Vertes, Copi, Topor (chissà quanti di voi li conoscono?), o autori italiani come Chiattone, Wildt, Cagnaccio di San Pietro, Thayaht, Donghi, Melli, Crippa, Gnoli, Pascali, non sarebbe proprio esistita l’arte contemporanea. E forse, non saremmo esistiti neanche noi.

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domenica 22 giugno 2014

IL PITTORE CHE VENNE AVVELENATO DALLA COSA CHE AMAVA DI PIU’



Gustav Wunderwald (182-1945) è nato a Colonia-Kalk. Studia con  un apprendistato presso il maestro Wilhelm Kuhn e nel 1900 inizia a lavorare come scenografo e pittore, prima nella sua città, poi per molti teatri europei, tra cui l'Opera Reale di Stoccolma e lo Stadttheater di Innsbruck.
Dopo la prima guerra mondiale si stabilisce a Berlino, città nella quale realizza le sue prime mostre, e con la quale nascerà un feeling e un rapporto particolare. E' come una folgorazione.
Gustav cercherà di raccontarla in tutti i suoi aspetti, anticipando in alcuni casi la cultura pop americana e le forme espressive della nuova oggettività
(in tedesco Neue Sachlichkeit). Con una particolare attenzione agli scorci più tristi e malinconici della vita urbana. Quelli che non piacciono alla borghesia prima e alla politica dopo.

Quando il regime nazista va al potere, Gustav Wunderwald che non è ancora annoverato tra gli artisti maledetti, e che non è in vista - un povero decoratore da teatro, un signor nessuno - non intende divenire complice del regime, e decide di  non mostrare più il suo lavoro in pubblico.
Sceglie così di guadagnarsi da vivere colorando film pubblicitari per Ufa e Film Marte. L'incubo alla fine si dissolve, tra le macerie.
Alla fine della guerra, quando ha deciso di riprendere la sua carriera ufficiale di pittore,
Gustav muore per aver bevuto acqua avvelenata a Berlino, nel giugno del 1945.

1 commento:

  1. è molto interessante ,vero tutto ma la storia continua la pop art il minimalismo l'arte povera-concettuale la transavanguardia il grafitismo ecc.... ecc....... ecc.............

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