UN PROGETTO DI ALFREDO ACCATINO

Attenzione! Queste pagine non contengono opere di Modigliani, Picasso o di uno degli altri 50 straordinari autori, sempre e solo loro, che danno il titolo a mostre-evento. L’arte è qualcosa di più complesso della semplice divulgazione di massa che, nel tempo, ha trasformato gli artisti in prodotti, facili da comprendere e da consumare.
Non esisterebbero le avanguardie storiche senza maestri sconosciuti alla massa (ma certo non a musei e collezionisti). E non si sarebbe formata una cultura del ‘900 senza l’apporto di fotografi, designer, scenografi, illustratori, progettisti, costumisti, visualizer, che in queste pagine vogliamo riproporre. Perché, se non avessero operato maestri come Malevic, Exter, Scheiber, Itten, De La Fresnaye, Jawlesky, Rietveld, Schad, Dexel, o personaggi trasversali e imprevedibili come Galantara, Codognato, Seltenhammer, Vertes, Copi, Topor (chissà quanti di voi li conoscono?), o autori italiani come Chiattone, Wildt, Cagnaccio di San Pietro, Thayaht, Donghi, Melli, Crippa, Gnoli, Pascali, non sarebbe proprio esistita l’arte contemporanea. E forse, non saremmo esistiti neanche noi.

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martedì 10 giugno 2014

MONDRIAN, MALEVIC, TATLIN, ITTEN, RIETVELD NON HANNO INVENTATO UN CAZZO. OLIVER BYRNE....





Mondrian, Itten, Rietveld, Vano Doesburg, Malevic, Tatlin e i russi non hanno inventato un cazzo. Oliver Byrne nel volume “The First Six Books of the Elements of Euclid” edito nel 1847 sembra anticipare con un colpo d'ala tutta l'avanguardia del '900.
Peccato che fosse un matematico e ingegnere civile, prolifico autore di libri tecnici. L'opera, un capolavoro dell'eta vittoriana ormai vale intorno ai 5000 dollari ed è quasi introvabile. Si basa sui teoremi di Euclide sostituendo, dove possibile, un elemento geometrico alla parola che lo rappresenta. Un triangolo isoscele sta per la parola “isoscele, un semicerchio dal posto della parola “semicerchio”, etc.
Che con questo metodo il pensiero di Euclide risulti più semplice o più ostico, è da decidere, quello che è certo è che il libro di Byrne è un capolavoro di composizione astratta, realizzato decenni prima che la Bauhaus dettasse le sue leggi, che il surrealismo inventasse nuovi linguaggi o che Kandisnsky liberasse la forza pura dei colori.



"Red, yellow, blue – and of course black – are the colors that Oliver Byrne employs for the figures and diagrams in his most unusual 1847 edition of Euclid, published by William Pickering and printed by Chiswick Press, and which prompt the surprised reader to think of Mondrian. The author makes it clear in his subtitle that this is a didactic measure intended to distinguish his edition from all others: “The Elements of Euclid in which colored diagrams and symbols are used instead of letters for the greater ease of learners.” Byrne is not content to trust solely in the supposed intuitive “logical” structure of Euclid’s axioms and theorems – who doesn’t know the first famous sentences of Euclid’s Elements: "I. A point is that which has no parts. II. A line is length without breadth"? –, but translates them into colorful diagrams and symbols. He thereby thinks in terms of the school classroom: he compares his colors to the dyed chalks in which figures are drawn on the blackboard.

Oliver Byrne was an Irish author and civil engineer. Little is known about his life, though he wrote a considerable number of books. As Surveyor of Her Majesty’s Settlements in the Falkland Islands, Byrne had already published mathematical and engineering works, but never anything like his edition on Euclid. This remarkable example of Victorian printing has been described as one of the oddest and most beautiful books of the 19th century.
Each proposition is set in Caslon italic, with a four-line initial, while the rest of the page is a unique riot of red, yellow and blue. On some pages, letters and numbers only are printed in color, sprinkled over the pages like tiny wild flowers and demanding the most meticulous alignment of the different color plates for printing. Elsewhere, solid squares, triangles and circles are printed in bright colors, expressing a verve not seen again on the pages of a book until the era of Dufy, Matisse and Derain."

Ritratto nel 1850

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