Un progetto di Alfredo Accatino

Attenzione! Queste pagine non contengono opere di Modigliani, Picasso o di uno degli altri 50 straordinari autori, sempre e solo loro, che danno il titolo a mostre-evento. L’arte è qualcosa di più complesso della semplice divulgazione di massa che, nel tempo, ha finito per trasformare gli artisti in prodotti, che devono essere facili da comprendere e da consumare.
Non esisterebbero le avanguardie storiche senza maestri sconosciuti alla massa (ma certo non a musei e collezionisti). E non si sarebbe formata una cultura del ‘900 senza l’apporto di fotografi, designer, scenografi, illustratori, progettisti, costumisti, visualizer, che in queste pagine vogliamo riproporre. Perché, se non avessero operato maestri come Malevic, Exter, Scheiber, Itten, De La Fresnaye, Jawlesky, Rietveld, Schad, Dexel, Brauner, o personaggi trasversali e imprevedibili come Galantara, Codognato, Seltenhammer, Vertes, Copi, Topor (chissà quanti di voi li conoscono?), o autori italiani come Chiattone, Wildt, Cagnaccio di San Pietro, Thayaht, Donghi, Melli, Crippa, Gnoli, Pascali, non sarebbe proprio esistita l’arte contemporanea. E forse, non saremmo esistiti neanche noi.

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mercoledì 11 giugno 2014

RINGL + PIT, 1930 - FOTOGRAFIA E IDEE AL 100%




Grete Stern (1904 – 1999) e Ellen Auerbach, Rosenberg Auerbach (1906 –  2004), due artiste d'avanguardia tedesche che si sono incontrate a Berlino durante la Repubblica di Weimar nel 1929, e che decidono di aprire uno studio di fotografia e di concept design in un momento di grandi sconvolgimenti economici, politici, ideologici. Del resto Berlino nel 1930 è come Parigi di inizio ‘900 o New York degli anni ’60. Il loro lavoro geniale, che proseguirà per altri 40 anni, è però proprio tra il 1930 e il 1935 che esplode come una super nova, influenzando anche la grafica e la pubblicità.
 
Il nome dello studio RING AND PIT deriva da soprannomi infantili con i quali le ragazze venivano chiamate da bambine. Con l'arrivo al potere di Hitler Ellen va prima in Palestina, poi negli Stati Uniti. Grete si trasferì invece prima a Londra e poi in Argentina dove frequenta con successo gli ambienti artistici d'avanguardia e collabora con la rivista “Idillio” di Buenos Aires. Portò al massimo livello la tecnica dei fotomontaggiche chiamava “Suenos” (sogni) anche perché volevano proprio illustrare emozioni… intese nelle sue più  varie modalità… 


Questi “sogni” apparvero subito dei capolavori che applicavano alla fotografia le concezioni surrealiste e visionarie all'epoca in auge nel mondo nell'arte.
In coda al post, la foto
che le ritrae a 91 e 89 anni quando si ritrovano a New York nel 1995. Beate loro.


Ringl + Pit (Ellen Auerbach & Grete Stern)
Combination, 1930
Questa la foto che le ritrae a 91 e 89 anni quando si ritrovano a New York nel 1995

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