Un progetto di Alfredo Accatino

Attenzione! Queste pagine non contengono opere di Modigliani, Picasso o di uno degli altri 50 straordinari autori, sempre e solo loro, che danno il titolo a mostre-evento. L’arte è qualcosa di più complesso della semplice divulgazione di massa che, nel tempo, ha finito per trasformare gli artisti in prodotti, che devono essere facili da comprendere e da consumare.
Non esisterebbero le avanguardie storiche senza maestri sconosciuti alla massa (ma certo non a musei e collezionisti). E non si sarebbe formata una cultura del ‘900 senza l’apporto di fotografi, designer, scenografi, illustratori, progettisti, costumisti, visualizer, che in queste pagine vogliamo riproporre. Perché, se non avessero operato maestri come Malevic, Exter, Scheiber, Itten, De La Fresnaye, Jawlesky, Rietveld, Schad, Dexel, Brauner, o personaggi trasversali e imprevedibili come Galantara, Codognato, Seltenhammer, Vertes, Copi, Topor (chissà quanti di voi li conoscono?), o autori italiani come Chiattone, Wildt, Cagnaccio di San Pietro, Thayaht, Donghi, Melli, Crippa, Gnoli, Pascali, non sarebbe proprio esistita l’arte contemporanea. E forse, non saremmo esistiti neanche noi.

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martedì 10 giugno 2014

František Drtikol. Quello dei pupazzetti




František Drtikol (Příbram, 3 marzo 1883 – Praga 1961) è stato un fotografo e libero pensatore ceco di rilevanza internazionale. Che fosse un grande lo si capiva dai primi scatti, ma il suo segno diventa inconfondibile quando tra il 1930 e il 1935 inizia a fotografare solo statuette e figurine di donna, ritagliate nel cartone. Nel 1935 vende parte dell'attrezzatura, chiude per sempre lo studio e sceglie di dedicarsi alla pittura, alla meditazione e alla filosofia orientale....

Dopo aver seguito i corsi presso la Lehr und Versuchsanstalt fur Photographie di Monaco, aprì lo studio nel 1907 a Praga e si specializzò nei ritratti delle personalità dell'epoca. La sua produzione più importante è legata allo studio del nudo. Le sue languide figure femminili sprigionano sublime poeticità per le loro morbide forme sensuali, accentuate dall’accostamento ad elementi geometrici - onde, cerchi, colonne - che richiamano le linee pure e i contorni, in un’atmosfera attenuata e soffusa attraverso delicati giochi di luce ed ombra. Considerato uno tra i più grandi artisti del Novecento, Drtikol intraprende un’indagine sul nudo femminile quasi ossessiva, sino crearsi lui stesso delle silhouettes di cartone o legno, studiate nel dettaglio, non trovando modelle corrispondenti al suo prototipo e quindi alla sua idea.


Nelle sue immagini, lo stile pittorialista e simbolista cede il passo a composizioni più moderne che trovano analogie con le opere delle avanguardie dell'epoca, in particolare con quelle del cubismo. Realizza nuovi dinamici rapporti fra il corpo femminile ed emblematici elementi geometrici di legno che suggeriscono il senso del movimento proprio del futurismo. Ha pubblicato: Le nus de Drtikol (1929) e Zena ve svetle (1938).



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