Un progetto di Alfredo Accatino

Attenzione! Queste pagine non contengono opere di Modigliani, Picasso o di uno degli altri 50 straordinari autori, sempre e solo loro, che danno il titolo a mostre-evento. L’arte è qualcosa di più complesso della semplice divulgazione di massa che, nel tempo, ha finito per trasformare gli artisti in prodotti, che devono essere facili da comprendere e da consumare.
Non esisterebbero le avanguardie storiche senza maestri sconosciuti alla massa (ma certo non a musei e collezionisti). E non si sarebbe formata una cultura del ‘900 senza l’apporto di fotografi, designer, scenografi, illustratori, progettisti, costumisti, visualizer, che in queste pagine vogliamo riproporre. Perché, se non avessero operato maestri come Malevic, Exter, Scheiber, Itten, De La Fresnaye, Jawlesky, Rietveld, Schad, Dexel, Brauner, o personaggi trasversali e imprevedibili come Galantara, Codognato, Seltenhammer, Vertes, Copi, Topor (chissà quanti di voi li conoscono?), o autori italiani come Chiattone, Wildt, Cagnaccio di San Pietro, Thayaht, Donghi, Melli, Crippa, Gnoli, Pascali, non sarebbe proprio esistita l’arte contemporanea. E forse, non saremmo esistiti neanche noi.

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lunedì 14 novembre 2011

LUCIO FONTANA, IL DIO DELLE PICCOLE COSE.


Sono stato nello studio di Lucio Fontana, a Milano. Uno spazio di 38 mq, in un cortile interno, con una finestra che dà sulla strada. Una specie di vetrina, stretta e alta, nella quale  Fontana esponeva suoi quadri, senza sperare in grandi vendite, come mi disse l'ex custode del palazzo, che ricordava ancora le facce sorprese dei passanti.
Ci ho ripensato. E mi viene in mente che anche per questo, forse, che le sue opere hanno sempre dimensioni contenute. Come se fossero state pensate proprio per essere esposte in quella vetrina. Perché la storia, ha tanti misteri. Ma a volte, soluzioni semplici.
Lucio Fontana, Scultura, legno traforato.
Non solo quadri, ma ceramiche (un mondo ancora oggi tutto da scoprire e da valorizzare, con opere che quelle di Leoncillo possono riscrivere la storia del settore).
O anche micro sculture, formato vetrina, come questo prezioso stendardo di legno del 1956.
Levigato, forato, tagliato, e infine firmato con il fuoco, in una sorta di pirografia.
Voluto per esplorare una nuova dimensione. Che rinuncia, ancora una volta alla bidimensionalità.
Prima che la grande mostra del 1964 alla Galleria Marlborough di Roma del 1964 ne sancisca la definitiva consacrazione.

Lucio Fontana, Ceramica.

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