Attenzione! Queste pagine non contengono opere di Modigliani, Picasso o di uno degli altri 50 straordinari autori, sempre e solo loro, che danno il titolo a mostre-evento o popolano le edicole con monografie e “comodi fascicoli settimanali”. L’arte è infatti qualcosa più complesso della semplice divulgazione che, nel tempo, ha finito per trasformare gli artisti in prodotti, che devono essere facili da comprendere e da consumare.

Non esisterebbero le avanguardie storiche senza maestri sconosciuti alla massa (ma certo non da musei e collezionisti). E non si sarebbe formata una cultura del ‘900 senza l’apporto di fotografi, designer, scenografi, illustratori, progettisti, costumisti, visualizer, che in queste pagine vogliamo riproporre. Perché, se non avessero operato maestri come Malevic, Exter, Scheiber, Itten, De La Fresnaye, Jawlesky, Rietveld, Schad, Dexel, Brauner, o personaggi trasversali e imprevedibili come Galantara, Codognato, Seltenhammer, Vertes, Copi, Topor (chissà quanti di voi li conoscono?), o autori italiani come Chiattone, Wildt, Cagnaccio di San Pietro, Donghi, Melli, Accatino, Crippa, Gnoli, Pascali, non sarebbe proprio esistita l’arte contemporanea. E forse, non saremmo esistiti neanche noi.


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lunedì 14 novembre 2011

BEUYS, IL CONTROARTISTA

Joseph Beuys (1921 – 1986), artista tedesco, padre dell'arte concettuale, amico dell'arte povera, provocatore nato. Un artista un po' burbero, con l'espressione da bracco di weimar, capace di trasformare il proprio cappello in un'icona e una propria foto in un'opera d'arte.  Ad elevare il multiplo a forma trasversale di comunicazione. 
Di sè e degli altri diceva: 
"Ogni uomo è un artista. E non posso dire che l'arte sia semplicemente un processo, che avviene in un modo o in un altro. E' qualcosa che vomito. E quando vomiti, ti esprimi.
Non bari, non ingani te stesso, non costruisci un universo di menzogne."


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