UN PROGETTO DI ALFREDO ACCATINO

Un viaggio non scontato tra artisti, visionari e designer da tutto il mondo, molto lontano dai soliti 50 nomi. Non esisterebbero le avanguardie storiche senza maestri sconosciuti alla massa (ma certo non a musei e collezionisti). E non si sarebbe formata una cultura del ‘900 e del contemporaneo senza l’apporto di pittori, scultori, fotografi, designer, scenografi, illustratori, progettisti, costumisti, visualizer, che in queste pagine vogliamo riproporre. Immagini e storie – spesso straordinarie - che rischiavamo di perdere o dimenticare.


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venerdì 18 marzo 2011

UMBERTO MARIA CASOTTI. DAL SECONDO FUTURISMO ALLA NUOVA FIGURAZIONE.


Dal secondo futurismo Umberto Maria Casotti apprese soprattutto l'arte della scomposizione dei colori. Per farli diventare un pentagramma con il quale poter raccontare mondi interiori e paesaggi dell'anima. Un pittore che, nonostante il debutto avanguardista, non sognava la rivoluzione, ma che affrontava ogni quadro con l'ingenuità di un neofita e con la sapienza di una grande preparazione tecnica e storico-artistica. Come si evince in questo nudo della fine degli anni '40, che sembra voler coniugare neoplasticismo e cultura italiana. Che ricorda una bagnante di Ingres, ma che già anticipa il trattamento pittorico di un suo coetaneo come Renato Guttuso che, come lui, spesso annullerà i segni del viso per comunicare una compartecipazione dello stesso osservatore.

Nato a Taranto nel 1919 si trasferisce a Roma subito dopo la seconda guerra mondiale. 
Dopo la giovanile adesione futurista (parteciperà anche alla II Rassegna Nazionale), poco più che trentenne viene scoperto dal gallerista e talent scout Bruno Sargentini che lo porterà ad esporre alla Galleria "L'Attico" di Piazza di Spagna: passepartout per entrare nel mercato e nelle attenzioni dei critici. 
Partecipa così a due Quadriennali e a una Biennale di Venezia e un suo quadro viene scelto per l'esposizione della mostra Italia e cultura nel mondo.


Negli anni '70, nel pieno delle maturità, non riesce però a rinnovare il proprio linguaggio e soffre sempre di più della contestazione, che lo coglie a sorpresa anche al liceo artistico di Via Ripetta di Roma, dove è docente insieme a Mino delle Site. La riscoperta del Futurismo deve aspettare ancora molti anni (questa volta è lui ad essere considerato un passatista), e la sua pittura viene definita superata e borghese. La sua attività si riduce e Casotti, si richiude in se stesso.
Morirà a Roma, a Via Chiana nel Quartiere Trieste, nel 2000.

5 commenti:

  1. camilla casotti4 ottobre 2011 18:36

    credo che il paesaggio non sia di U.M.Casotti,bensí di suo fratello Cauri

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  2. camilla casotti4 ottobre 2011 18:38

    il nudo futurista non lo riconosco tra le opere di mio padre

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  3. Controlliamo subito, e se hai delle foto di opere le inseriamo

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  4. Il murale del maestro Casotti a San Demetrio (AQ) è in pessime condizioni.Si puo' fare qualcosa per restaurarlo?

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  5. Ho avuto il piacere di sapere suo allievo quando insegnava al liceo di Largo Pannonia......persona poliedrica e istintiva.....schietto, una personalità forte direi, lo ricordo con affetto

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