UN PROGETTO DI ALFREDO ACCATINO

Attenzione! Queste pagine non contengono opere di Modigliani, Picasso o di uno degli altri 50 straordinari autori, sempre e solo loro, che danno il titolo a mostre-evento. L’arte è qualcosa di più complesso della semplice divulgazione di massa che, nel tempo, ha trasformato gli artisti in prodotti, facili da comprendere e da consumare.
Non esisterebbero le avanguardie storiche senza maestri sconosciuti alla massa (ma certo non a musei e collezionisti). E non si sarebbe formata una cultura del ‘900 senza l’apporto di fotografi, designer, scenografi, illustratori, progettisti, costumisti, visualizer, che in queste pagine vogliamo riproporre. Perché, se non avessero operato maestri come Malevic, Exter, Scheiber, Itten, De La Fresnaye, Jawlesky, Rietveld, Schad, Dexel, o personaggi trasversali e imprevedibili come Galantara, Codognato, Seltenhammer, Vertes, Copi, Topor (chissà quanti di voi li conoscono?), o autori italiani come Chiattone, Wildt, Cagnaccio di San Pietro, Thayaht, Donghi, Melli, Crippa, Gnoli, Pascali, non sarebbe proprio esistita l’arte contemporanea. E forse, non saremmo esistiti neanche noi.

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sabato 21 maggio 2016

LO SGUARDO DEL MALE

Ginevra, League of Nations conference, 1932. La Germania e il partito nazionalsocialista mostrano un volto umano, che attira ammirazione anche in Gran Bretagna e negli Stati Uniti.


Durante una pausa dei lavoro il fotografo Alfred Eisenstaedt (Tczew, 6 dicembre 1898 – Massachusetts, 24 agosto 1995) fotografo e fotoreporter tedesco naturalizzato statunitense scatta alcune foto al ministro della propaganda Joseph Goebbels. In questa il segretario di Goebbels ha appena informa il ministro che il fotografo che ha scattato la foto è ebreo. Goebbels lo guarda.

Alfred Eisenstaedt era solito usare una macchina fotografica Leica M3 con un obiettivo fotografico da 35 mm. Nel 1935, per sfuggire alle percusioni razziali emigra negli Stati Uniti, dove prenderà la cittadinanza americana. Questo è tutto.



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