UN PROGETTO DI ALFREDO ACCATINO

Attenzione! Queste pagine non contengono opere di Modigliani, Picasso o di uno degli altri 50 straordinari autori, sempre e solo loro, che danno il titolo a mostre-evento. L’arte è qualcosa di più complesso della semplice divulgazione di massa che, nel tempo, ha trasformato gli artisti in prodotti, facili da comprendere e da consumare.
Non esisterebbero le avanguardie storiche senza maestri sconosciuti alla massa (ma certo non a musei e collezionisti). E non si sarebbe formata una cultura del ‘900 senza l’apporto di fotografi, designer, scenografi, illustratori, progettisti, costumisti, visualizer, che in queste pagine vogliamo riproporre. Perché, se non avessero operato maestri come Malevic, Exter, Scheiber, Itten, De La Fresnaye, Jawlesky, Rietveld, Schad, Dexel, o personaggi trasversali e imprevedibili come Galantara, Codognato, Seltenhammer, Vertes, Copi, Topor (chissà quanti di voi li conoscono?), o autori italiani come Chiattone, Wildt, Cagnaccio di San Pietro, Thayaht, Donghi, Melli, Crippa, Gnoli, Pascali, non sarebbe proprio esistita l’arte contemporanea. E forse, non saremmo esistiti neanche noi.

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venerdì 12 giugno 2015

IL PETO DELLA MORTE.




Il bacio della morte (El Petó de la Mort, in catalano, El beso de la muerte in spagnolo), da molti indicata come fonte di ispirazione di Ingmar Bergman per il soggetto del film “Il Settimo Sigillo” 1956 è una scultura di marmo che si trova nel Cimitero Poblenou di Barcellona. La morte che avvince, ti pomicia, sino a una estasi orgasmatica, eterna.




 

Creata negli anni '30 ha innescato, con il successo, una lotta di attribuzione, tra Jaume Barba (il maestro, settantenne, che la firma) e Joan Fontbernat, giovane apprendista che ne rivendicava l’invenzione formale e l'esecuzione.

La scultura sovrasta la tomba del tessile Josep Llaudet Soler e riporta la scritta: "Il suo giovane cuore si è quindi fermato. Il sangue nelle vene si raffredda. Ogni forza è fuggita via. E la fede è stata celebrata dal suo sprofondare tra le braccia della morte. Amen".  

AMORE NECROFILO



Più erotica e ambigua l'opera Ultimo bacio, 1909, che non è di Muccino come direbbe qualcuno, ma dello Scultore: Luigi Orengo (1865-1940) realizzata in memoria di Maria Francesca Delmas per il Cimitero Monumentale di Staglieno, Genova, Italia.  
Il cimitero di Staglieno ospita 40 opere funerarie realizzate da Luigi Orengo, figlio e allievo dello scultore Lorenzo. Tra queste la celebre Ultimo bacio che unisce simbolismo liberty a un erotismo quasi necrofilo, pedofilia e romanticismo, in una sensuale interpretazione del dualismo Eros-Thanatos (amore-morte): "Un uomo seminudo si china sul corpo altrettanto nudo di una giovane donna morta, baciandole il capo, mentre una mano della ragazza è appoggiata sull'inguine, coperta da un panneggio. "
Però, cazzarola se colpisce...


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